Studenti, “autunno di protesta”. Si parte da giorno 11 ottobre

di redazione
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Giorno 11 ottobre gli studenti saranno in piazza in tutte le città italiane. La Rete degli studenti medi ha lanciato la prima data di mobilitazione nazionale

Giorno 11 ottobre gli studenti saranno in piazza in tutte le città italiane. La Rete degli studenti medi ha lanciato la prima data di mobilitazione nazionale

"Gli studenti italiani pretendono una scuola completamente diversa da quella attuale – dichiara Daniele Lanni, portavoce nazionale della Rete degli Studenti Medi – Sogniamo un modello di scuola inclusivo, capace di garantire competenze di cittadinanza. Il nostro paese ha un ritardo abissale. Crediamo che il modello scolastico italiano sia superato e vada ripensato perche’ possa essere alla base di un nuovo modello di sviluppo nazionale che metta al centro la conoscenza".

"Dopo anni di svalutazione del sistema scolastico italiano, di tagli trasversali che hanno messo in ginocchio le nostre scuole e che hanno portato ai dati allarmanti che caratterizzano il nostro Paese, fanalino di coda in tutte le classifiche Europee per dispersione scolastica, edilizia scolastica, diritto allo studio – scrive la Rete degli Studenti – oggi ci troviamo davanti un altro Governo che non vede la scuola, l’università e la ricerca come priorità assoluta per uscire dalla crisi e rilanciare un nuovo modello di sviluppo".

"Il Premier Letta – prosegue la Rete – ha dichiarato di non volere un autunno caldo ma di riconciliazione. Noi crediamo che l’unica riconciliazione credibile sia quella della politica e del Paese con i giovani e le giovani che per anni hanno pagato e stanno ancora pagando i costi più alti di questa crisi. E’ evidente che non è questa la priorita’". "Per questo saremo in piazza: da anni difendiamo le nostre scuole dagli attacchi di chi vuole smantellare l’idea costituzionale di istruzione pubblica e accessibile a tutti, da anni elaboriamo proposte alternative per costruire una scuola accessibile, aperta, inclusiva, da anni – conclude la nota – non veniamo ascoltati".

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