Studenti a teatro, ma il cellulare suona. Attore sospende lo spettacolo e sgrida i docenti

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Sul palco del Teatro “Paisiello” a Lecce, il premiato attore Mario Perrotta si esibisce per un pubblico di 57 studenti del Liceo Classico “Palmieri”, accompagnati da cinque membri del corpo docente.

Questi studenti e docenti, provenienti dall’istituto diretto da Loredana Di Cuonzo, sono presenti per assistere all’esibizione mattutina di “S/Calvino o della libertà”, un pezzo scritto e interpretato dal celebre attore di Lecce. Tuttavia, la performance è interrotta quando il telefono cellulare di un docente suona, costringendo l’insegnante a lasciare il suo posto in prima fila per rispondere alla chiamata nel foyer del teatro. Questo gesto non passa inosservato al protagonista sul palco.

Perrotta, visibilmente infastidito, interrompe l’esibizione e riprende gli studenti dal palco. Ma la sua critica si estende anche ai docenti, che egli accusa di sfruttare l’occasione per evitare una giornata di lavoro. Così, l’attenzione si allontana dalle opere di Calvino, e il confronto diventa il fulcro dell’evento.

Katia Mazzotta, docente al “Palmieri” e rappresentante sindacale, ha esposto i fatti in una recente lettera aperta, dichiarando di parlare anche a nome di molti colleghi docenti.

Nella sua dettagliata missiva,  Mazzotta racconta come  Perrotta, dopo aver espresso la sua riluttanza a interagire con gli studenti e a esibirsi per loro, abbia interrotto la sua performance per rimproverare un’insegnante, utilizzando un linguaggio familiare e puntando il dito contro di lei, che aveva risposto ad una telefonata di servizio nel foyer del teatro, con il cellulare in modalità silenziosa.

Secondo il racconto, l’attore avrebbe poi insultato l’insegnante che aveva risposto al telefono. Rivolgendosi al pubblico studentesco, Perrotta avrebbe proseguito nel rimproverare l’insegnante “colpevole” di aver risposto al cellulare.

Di tutt’altro avviso Perrotta: “Rivolgendomi agli studenti ho sottolineato come alla base della situazione caotica che si stava verificando forse c’era una scarsa preparazione a monte rispetto allo spettacolo, che aveva finito per ridurre l’esperienza a una mera perdita di un giorno di scuola – specifica Perrotta – a chi mi accusa di non conoscere il liceo ricordo che tutta la mia famiglia ha studiato al Palmieri, compreso mio zio che in quel liceo ha insegnato”. 

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