Studentesse e studenti in piazza verso #lottomarzo

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Comunicato LINK Coordinamento Universitario – Oggi, 1 Marzo, studentesse e studenti universitari scendono in piazza nelle loro città, e lo fanno incatenati, per dire che la “parità di genere”, tanto decantata nei discorsi di questo ultimo periodo, ancora resta un miraggio.

Lucia Scaldarella, di Link Coordinamento Universitario, dichiara: “Non potrà mai esserci parità di genere se non si ha il coraggio di aggredire l’impianto culturale maschilista della nostra società, e nel mentre noi continuiamo a vivere nella privazione degli spazi di difesa e ascolto che, in una società come la nostra, sono quanto mai necessari per tutte e tutti. Le catene sono il simbolo della società patriarcale da cui vogliamo liberarci. Siamo studentesse e studenti e crediamo che l’unico modo per spezzare queste catene sia la diffusione di saperi critici che si pongano in rottura con il sistema”
La denuncia che decidono di portare avanti le studentesse e gli studenti racconta delle violenze che avvengono anche nei luoghi della formazione, in varie forme, come una conseguenza di uno scenario molto più ampio e complesso in cui le disuguaglianze di genere sono anche tra diverse sfere della quotidianità.
Continua Lucia Scaldarella: “Denunciamo discriminazioni all’interno del mondo della formazione: i libri di testo fortemente stereotipati, la mancanza di regolamenti contro le molestie, sportelli di centri antiviolenza e di supporto entro le università, ma anche l’impossibilità di accedere al diritto alla salute, soprattutto per le studentesse e gli studenti fuorisede. Ma le discriminazioni di genere non sono unicamente nelle Università: avvengono anche quando camminiamo per strada, quando torniamo a casa e siamo costrette alla suddivisione dei carichi familiari in ottica stereotipata, quando ci affacciamo al mondo del lavoro, sia per l’accesso che per il gender pay gap. Davanti a tutto questo, davanti alla mancanza di risposte e alla mancata volontà di affrontare un problema pervasivo nella nostra società, le studentesse scendono in piazza per dire che anche loro l’otto marzo sciopereranno!”.

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