Studentessa trans: “Mi chiamano al maschile, non mi sento integrata. A scuola manca un regolamento sulla carriera alias”

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Dallo studente trans del liceo romano che sarebbe stato respinto dal prof, alla Sardegna con la vicenda di una studentessa di 18 anni. “Appena ho letto la notizia ho sentito al telefono i miei amici della Rete degli studenti medi e del Cavour: è inaccettabile quello che è successo”, dice la ragazza al Corriere della Sera.

“Purtroppo certe situazioni non sono nuove: ci sono poche scuole con la carriera alias, alcune la concedono ad personam, ma questo significa che non c’è un metodo che ti assicura di essere protetto”, dice la studentessa.

Nonostante nell’ambiente scolastico si sappia – aggiunge -, non ho alcun diritto di rivendicare la mia identità, a prescindere dal supporto di docenti e della totalità dei compagni, cosa per la quale mi ritengo fortunata“.

Al momento da molti professori vengo chiamata col nome anagrafico – racconta -, e i pronomi del mio genere anagrafico, e non posso contestare la cosa se non a livello personale. Recentemente mi è stato proibito l’utilizzo del bagno delle donne, nonostante ci fosse intesa con le ragazze del piano, e questo ha fatto sì che io sia relegata a un bagno distinto che non mi fa sentire integrata. E quando mi diplomerò senza carriera alias dovrò far rettificare tutti i documenti“.

I compagni invece usano il femminile, e “mi ritengo molto fortunata, anche perché conosco altre persone trans che hanno smesso di andare a scuola per la loro condizione“.

Alcuni professori – racconta la giovane – “mi si sono rivolti al maschile, a volte mi ritrovo ad abbozzare, perché non mi sento al sicuro, mi sembra di mettermi in una situazione che mi nuocerebbe. Con altri non c’è stato problema, hanno rispettato il mio desiderio, come il preside. Ma mi rendo conto che queste tematiche non sono pane quotidiano per tutti. E la scuola non ha un regolamento vero e proprio, tanto meno sulla carriera alias“.

La giovane pensa poi la futuro: “Non è solo questione di identità e rispetto ma anche di pane: se mi ritrovo a dover cercare lavoro, e nessuno mi assume, è un problema“.

E dopo il diploma spera di avere una carriera alias all’università: “Ho una grande passione per la scrittura, ma anche per le scienze naturali, vorrei studiare all’università e sarebbe ottimo se riuscissi ad averla almeno lì, la carriera alias“.

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