Studentessa no green pass, i colleghi espimono solidarietà: “No agli insulti e agli attacchi personali”

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“Esprimiamo piena solidarietà alla nostra collega Silvia, da giorni esposta a insulti e attacchi personali su testate e social media. È svilente notare come le infamie siano fomentate anche da opinionisti che si fregiano di essere contro la violenza, rispettosi di ogni essere umano, e che poi non perdono l’occasione di stimolare il pubblico ludibrio di una giovane studentessa”.

Lo scrivono in una nota gli Studenti Unibo contro il Green pass, dopo il caso della studentessa dell’Alma Mater di Bologna, che, pur non avendo il green pass, ha rifiutato di uscire dall’aula, causando l’annullamento della lezione.

“Questo processo mediatico è la riproposizione di quanto avvenuto nei confronti della ragazza da parte dei compagni di corso, l’esportazione di una dinamica malsana dallo spazio fisico a quello virtuale: la logica del branco feroce contro il singolo – aggiungono gli studenti – Silvia viene attaccata personalmente, in un modo che offende e che ben
ci restituisce il risultato di mesi trascorsi a giocare con la paura delle persone, instillando un odio viscerale che ora viene vomitato verso chi ha il coraggio di opporsi a una misura antidemocratica, verso chi ha la forza di ribadire i propri diritti. L’azione di Silvia è divenuta di dominio pubblico; tuttavia, i riflettori non si sono alzati altrettanto per la meschinità che ha dovuto affrontare: insulti, illazioni, minacce, sputi nella sua direzione, menzogne (dall’inizio dei corsi Silvia frequenta le lezioni, diversamente da quanto riportato su alcuni articoli), la violenza verbale sessista che ogni giorno viene condannata nei salotti TV e che invece nel suo caso è tollerabile, perché Silvia non piega la testa e porta avanti pacificamente – ma con determinazione – la lotta contro il lasciapassare. Stupisce, o forse per nulla, che gli stessi media che sono pronti a condannare la violenza di chi contesta la normativa in questione e il governo siano pronti a voltarsi dall’altra parte quando si tratta di condannare la violenza subita da una ragazza sola da parte di un gruppo numeroso e, anzi, la fomentino”.

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