Studentessa morta facendo rafting, 10 indagati. La Procura ha ascoltato anche preside e docenti per la ricostruzione dell’accaduto

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Dopo l’iniziale shock e il dolore, le autorità competenti stanno cercando di fare chiarezza sulla morte di Denise Galatà, una giovane studentessa di 18 anni del liceo Rechichi di Polistena, in Calabria. Sono 10 gli indagati.

In base alle ultime notizie, sono dieci gli indagati nell’inchiesta avviata dalla procura di Castrovillari sulla morte di Denise Galatà.

Tra gli indagati, spiega La Repubblica, ci sono il sindaco di Laino Borgo, Mariangelina Russo, i responsabili della “Pollino rafting” e sette guide della stessa società che è stata posta sotto sequestro. Interdetto anche fino a data da destinarsi l’accesso al fiume Lao da un’ordinanza del sindaco Papasidero Fiorenzo Conte.

La ragazza, ricordiamo, è rimasta intrappolata sotto un tronco nel fiume Lao dopo essere caduta dal gommone su cui stava praticando rafting con i suoi amici durante una gita scolastica organizzata dalla scuola.

La Procura della Repubblica di Castrovillari e l’Ufficio scolastico regionale della Calabria si stanno occupando delle indagini per determinare le cause esatte della tragedia, la dinamica dell’incidente e le modalità in cui è avvenuta l’escursione nel Parco nazionale del Pollino.

Dopo lo shock, l’attesa e il dolore, ora è il momento di fare chiarezza per la procura, da un lato, e l’Ufficio scolastico regionale della Calabria, dall’altro sulle cause esatte del decesso, la dinamica dell’incidente e le modalità in cui la gita scolastica con escursione sui canotti nel Parco nazionale del Pollino era stata organizzata.

La preside Francesca Maria Morabito e il personale della scuola sono stati interrogati dagli ispettori dell’Ufficio scolastico regionale per verificare la conformità delle misure di sicurezza adottate e le condizioni organizzative e di sicurezza dell’attività proposta ai ragazzi. Non è la prima volta che la scuola organizza viaggi di istruzione con avventure di rafting, ma nessuno poteva immaginare che una visita guidata presentata come sicura e affidabile potesse finire in modo così drammatico.

Nel frattempo, la Procura sta aspettando i risultati dell’autopsia disposta per chiarire quando e come Denise è morta, se per annegamento a causa dell’incastro sotto un tronco o per aver sbattuto violentemente contro le rocce. Si prevede che ci saranno iscrizioni nel registro degli indagati nei prossimi giorni.

Il procuratore di Castrovillari, Alessandro D’Alessio, ha dichiarato che le indagini in corso mirano a stabilire le cause esatte della morte di Denise Galatà, nonché la dinamica dell’incidente e l’organizzazione dell’attività che ha portato al suo decesso.

La triste vicenda ha avuto inizio quando Denise è caduta nel fiume Lao da uno dei gommoni durante l’escursione di rafting. Le ricerche sono state immediatamente avviate dalle autorità competenti con l’aiuto dei vigili del fuoco, del soccorso alpino e dell’Aeronautica militare. Dopo intense ricerche, il corpo senza vita della giovane è stato ritrovato nel pomeriggio del 31 maggio.

Mentre la comunità scolastica è ancora sotto shock per la tragica perdita di Denise Galatà, la magistratura e le forze dell’ordine stanno facendo tutto il possibile per fare luce su questo incidente e fornire risposte e chiarimenti ai familiari e all’opinione pubblica. Soltanto attraverso un’accurata indagine sarà possibile comprendere appieno ciò che è accaduto e garantire che misure di sicurezza adeguate siano adottate per prevenire simili tragedie in futuro.

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