Studentessa con crisi cardiaca salvata dall’intervento del docente. Il racconto dei soccorsi

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Una studentessa di 16 anni, frequentante l’Istituto tecnico agrario, salvata dall’intervento provvidenziale della sua insegnante. La storia raccontata dal Corriere della Sera.

La ragazza, dopo la ricreazione, rientra in classe e si siede. Neanche il tempo di guardarsi intorno e cade a terra preda di un arresto cardiaco. L’insegnante, a conoscenza della cardiomiopatia della quale soffre, interviene immediatamente. Quando si rende conto che il cuore della studentessa è fermo fa uscire tutti gli alunni, dà l’allarme, chiama il 118.

Dalla centrale operativa le comunicano le istruzioni necessarie e lei inizia a fare il massaggio cardiaco all’allieva. Viene anche usato il defibrillatore automatico esterno (Dae). Questo dispositivo non solo le salverà la vita, ma impedirà che si verifichino danni irreversibili al cervello.

Il 118 è arrivato dopo 18 minuti, l’hanno portata in ospedale, sedata e intubata in Terapia intensiva. Si è risvegliata dopo due giorni, il cervello, però, non riporta danni irreversibili. La ragazza ce la fa e accetta che le venga inserito un defibrillatore sottocutaneo.

La madre della ragazza aveva una sindrome cardiaca rara, chiamata sindrome X. La gravidanza purtroppo le sarà fatale: morirà durante il parto. L’autopsia rivelerà che aveva una cardiomiopatia. Quando nasce Ginevra, le probabilità che la patologia materna faccia parte del suo patrimonio genetico sono del 50%. Infatti, alla fine, sarà così: Ginevra ha una forma di cardiomiopatia dello stesso tipo della madre.

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