Studente sospeso, le parole di Valditara: “Il Ministero non ha alcun potere di ingerenza”

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Il ministro dell’Istruzione e del Merito, Giuseppe Valditara, risponde all’interrogazione parlamentare riguardante il caso dello studente sospeso a causa di alcune sue dichiarazioni rilasciate il 28 novembre 2023 durante una videointervista alla Gazzetta di Modena.

“Corre l’obbligo premettere che l’interrogazione verte su una vicenda specifica che coinvolge una istituzione scolastica nella sua autonomia e, in particolare, le prerogative dei propri organi collegiali. In relazione ai fatti rappresentati, dunque, il Ministero non ha alcun potere di ingerenza, potendo solo fornire gli elementi informativi acquisiti, per l’occasione, per il tramite dell’Ufficio scolastico regionale per l’Emilia- Romagna”.

“Con riferimento ai fatti descritti, va precisato che la scuola, nella composizione del Consiglio di Istituto, si è attivata poiché ha ritenuto che la condotta posta in essere dallo studente abbia comportato una grave violazione del proprio Regolamento d’Istituto. Nello specifico, il Consiglio ha considerato che le dichiarazioni rese dallo studente nel corso di una video-intervista pubblicata dalla Gazzetta di Modena avessero significative ripercussioni sulla dignità e la reputazione del personale scolastico e dell’Istituto. – ha spiegato Valditara – Sulla base di quanto riferito dalla Dirigente scolastica, emergerebbe, peraltro, che lo studente non era presente all’interno della scuola durante i fatti da lui stesso contestati; alcuni docenti e genitori presenti in quel frangente, interpellati dalla medesima dirigente scolastica, avrebbero, di converso, negato gli accadimenti riportati dallo studente”.

“In base a queste circostanze, la condotta dello studente è stata ritenuta inquadrabile tra quelle astrattamente sanzionabili con l’allontanamento dalla scuola per oltre 15 giorni. Tuttavia, vista la complessiva situazione scolastica dello studente, con un profitto buono, il Consiglio d’Istituto ha ritenuto di applicare una sanzione inferiore, con 12 giorni di allontanamento dalla scuola per non pregiudicare l’anno scolastico. – ha concluso il ministro – Ovviamente, a tutela dello studente, qualora si sentisse leso nei suoi diritti, resta sempre ferma la facoltà di proporre ricorso all’organo di garanzia interno all’istituzione scolastica, oltre a poter presentare reclamo al direttore dell’Ufficio scolastico regionale in merito a violazioni dello statuto”.

L’interrogazione è presentata dalla deputata di Azione, Giulia Pastorella.

“Da quanto si apprende, il consiglio d’istituto dell’Ites «Jacopo Barozzi» di Modena il 18 gennaio 2024 avrebbe deciso di sospendere per dodici giorni uno dei rappresentanti degli studenti a causa di alcune sue dichiarazioni rilasciate il 28 novembre 2023 durante una videointervista alla Gazzetta di Modena, con le quali argomentava le motivazioni poste alla base della manifestazione studentesca svolta quel giorno, senza l’autorizzazione della dirigente scolastica, lamentando peraltro l’atteggiamento conflittuale della presidenza, oltre a varie problematiche relative, ad esempio, ai viaggi di istruzione; tale manifestazione si sarebbe poi svolta in modo ordinato e corretto; da quanto risulta, lo stesso studente sarebbe stato destinatario anche di una nota di condotta per aver inoltrato agli altri rappresentanti di classe e d’istituto una mail della vicepreside riguardo eventuali modifiche logistiche necessarie per l’apertura anticipata dei cancelli della scuola; lo studente, quindi, avrebbe agito nell’esercizio della sua funzione di rappresentante di istituto e avrebbe liberamente esercitato il proprio diritto di opinione e critica; ove questo fosse confermato, i relativi provvedimenti disciplinari paiono quantomeno esagerati, se non immotivati. Il comportamento della presidenza, infatti, oltre a tradire il rapporto di fiducia che deve esistere alla base del patto educativo, si porrebbe in contrasto con i principi di accoglienza e inclusione che la scuola deve favorire, nonché con il mantenimento di un clima democratico, di partecipazione, di scambio di idee e di libertà di espressione con spirito critico e costruttivo –: quali iniziative di competenza intenda prevedere, anche alla luce dei fatti esposti, affinché le sanzioni disciplinari all’interno del percorso formativo degli studenti non siano mai tali da compromettere lo sviluppo di un pensiero critico basato sulla libertà di espressione garantita dalla Costituzione”.

 

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