Studente sospeso dalla scuola dopo l’intervista, farà ricorso al TAR

WhatsApp
Telegram

Dopo la sospensione di 12 giorni notificata dalla scuola, lo studente di 18 anni che ha rilasciato una intervista dove criticava il suo istituto scolastico, ha deciso di fare ricorso al TAR.

Presenteremo ricorso al Tar per ottenere l’annullamento del provvedimento di sospensione”, annuncia l’avvocato Stefano Cavazzuti, riferisce la Dire.

Secondo il legale, “dalla lettura dello stesso si evince che a motivarlo siano state alcune frasi tratte da una intervista video che Damiano avrebbe reso alla stampa durante la manifestazione del 28 novembre 2023, ritenute dal Consiglio dell’Istituto Barozzi di rilevante contenuto diffamatorio- nota il legale- per l’istituzione scolastica e per gli operatori scolastici coinvolti”.

Per comprendere di che cosa si stia parlando non ci si può limitare alla lettura di alcune frasi estrapolate dall’intervista, ma è necessario vedere il video nella sua interezza. L’immagine della scuola che ne esce– assicura Cavazzuti- è assolutamente positiva. Nel corso dell’intervista si coglie l’amore di Damiano per la sua scuola, il desiderio di renderla migliore attraverso il dialogo e il confronto, con discorsi, con riunioni e in modo assolutamente pacifico”.

Dunque, “dal provvedimento di sospensione disciplinare emerge invece una scuola ove la necessaria autorevolezza si confonde con un autoritarismo sintetico e sbrigativo”, è la posizione della ‘difesa’.

L’autoritarismo viene preferito all’ascolto e al confronto da sempre insegnati agli studenti come principi cardine della scuola. Quale scopo educativo– si chiede il legale- si intende perseguire privando i ragazzi delle bevande, del distributore per l’acqua e delle gite scolastiche?“.

Dunque, conclude Cavazzuti: “Ribadisco, Damiano si è espresso in qualità di rappresentante degli studenti, aveva il diritto-dovere di farlo, l’ha fatto e nulla gli può essere rimproverato”.

Il caso, come sappiamo, è finito in Parlamento, con il Ministro dell’Istruzione e del Merito, Giuseppe Valditara, che ha risposto ad una interrogazione presentata dalla deputata di Azione, Giulia Pastorella.

“Corre l’obbligo premettere che l’interrogazione verte su una vicenda specifica che coinvolge una istituzione scolastica nella sua autonomia e, in particolare, le prerogative dei propri organi collegiali. In relazione ai fatti rappresentati, dunque, il Ministero non ha alcun potere di ingerenza, potendo solo fornire gli elementi informativi acquisiti, per l’occasione, per il tramite dell’Ufficio scolastico regionale per l’Emilia- Romagna”, ha detto Valditara.

WhatsApp
Telegram

Prova orale concorso docenti secondaria 1° e 2° grado: come affrontarla in maniera efficace. III edizione, con esempi e UdA