Studente promosso dopo ricorso al Tar: “Tradito da alcuni docenti, avevo 9 in condotta e media del 7. La bocciatura era ingiusta”

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Uno studente 19enne ha conquistato una vittoria significativa contro il sistema scolastico che, a suo dire, lo aveva ingiustamente bocciato all’esame di maturità. Dopo essere stato ammesso all’esame con voti lusinghieri e un percorso scolastico esemplare, era stato sorpreso nel ricevere un voto di 54 su 100 all’orale, ben al di sotto della soglia di 60 necessaria per ottenere il diploma.

Il ragazzo ha raccontato: “Mi sono sentito tradito da alcuni professori. Anche se l’orale non era andato benissimo, considerando il mio background scolastico, non meritavo di essere bocciato, soprattutto con un voto così basso all’orale.”

Il TAR del Veneto, esaminando il caso, ha evidenziato che la bocciatura non era stata adeguatamente motivata dalla commissione d’esame. La sentenza impone ora alla scuola di assegnare il diploma al ragazzo con un voto di 60 su 100.

Il legale del giovane ha messo in luce una discrepanza nel sistema: “Come è possibile che dei professori interroghino uno studente per tutto l’anno, lo ammettano alla maturità e poi gli diano un voto così basso?” L’avvocato ha anche sottolineato l’impatto psicologico sul suo cliente, che ha abbandonato gli studi per lavorare come cameriere e nell’allestimento di palchi.

Come scritto in precedenza, il caso solleva domande sull’interferenza giudiziaria nel sistema scolastico. Il ministro Giuseppe Valditara ha affermato che i giudici non dovrebbero intervenire in questioni scolastiche. In risposta, l’avvocato ha sottolineato l’importanza di un controllo esterno per garantire equità e giustizia nel sistema educativo.

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