Studente precipita dal terrazzo dopo il crollo di un lucernario: chi è il responsabile? Dirigente condannato

Stampa

Il crollo di un lucernario rischiò di causare la morte di un giovane studente: a quasi sei dai fatti una sentenza stabilisce chi siano i responsabili.
A diversi anni dagli accadimenti che determinarono un grave danno ad uno studente del Liceo “Carlo Pisacane” di Sapri, è arrivata pochi giorni fa l’attesa sentenza di primo grado.

Il Tribunale di Lagonegro ha condannato ad un mese di reclusione, con la sospensione condizionale della pena e al risarcimento dei danni per lesioni colpose e gravi sia il Dirigente Scolastico dell’Istituto sia l’allora responsabile della sicurezza della scuola.

Assolto da ogni accusa risulta invece il dirigente del settore edilizia scolastica della Provincia di Salerno, oggi in pensione.

Il risarcimento, che dovrà essere quantificato davanti ad un Tribunale Civile, non esime i due imputati condannati a dover liquidare immediatamente alla famiglia dello studente quindici mila euro come anticipo del risarcimento dei danni subiti dal ragazzo, oggi studente universitario.

Le motivazioni della sentenza si attendono entro novanta giorni.
L’episodio a cui si riferisce la condanna risale al 7 luglio 2011 e si verificò mentre erano in corso gli esami di maturità. Lo studente liceale, benchè quel giorno non dovesse sostenere gli orali, si recò lo stesso a scuola per assistere all’esame di alcuni compagni di classe. Durante la mattina decise di salire sul terrazzino al secondo piano del liceo per fumare una sigaretta.
Uno dei lucernari presenti sul pavimento della veranda crollo all’improvviso e il giovane studente dopo un volo di diversi metri cadde a terra nell’atrio.

Le lesioni riportate furono abbastanza gravi, ovvero una frattura della fronte e del calcagno e ferite serie al setto nasale, ma dopo un delicato intervento alla testa e una lunga riabilitazione è oggi in buone condizioni di salute.

Sotto la lente della magistratura durante le indagini è finita in particolare la porta -finestra con la quale si accedeva al terrazzino ove avvenne il crollo. Gli imputati hanno dichiarato che la stessa era solitamente chiusa con ben due lucchetti. Ma a quanto pare i magistrati non hanno creduto alla loro versione.

“Quel giorno – rimarca l’avvocato della famiglia dello studente – la porta in questione era aperta. Ed era aperta perché in realtà quella porta finestra non era dotata di un lucchetto.”

Si attendono le motivazioni della sentenza per comprendere il quadro generale di responsabilità addebitato dagli inquirenti agli imputati condannati.

Stampa

Corso di perfezionamento in Metodologia CLIL: acquisisci i 60 CFU con Mnemosine, Ente accreditato Miur