Studente in Pcto gravemente ustionato: sarebbe in pericolo di vita. Da Bianchi al sindacato: le reazioni

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Grave incidente sul lavoro nel pomeriggio di oggi nella provincia di Bolzano: uno studente 17enne è rimasto ustionato in un’officina mentre era impegnato in un Pcto. Ferito anche un altro uomo di 36 anni che era con il giovane.

Considerate le gravi condizioni, il 17enne è stato trasportato all’ospedale di Innsbruck, in Austria. Secondo le prime informazioni, sarebbe in prognosi riservata e in pericolo di vita.

La zona è stata isolata per permettere di effettuare gli accertamenti.

Stiamo firmando un accordo ulteriore con il ministero del Lavoro: devono valere le regole di sicurezza sul lavoro per tutti”. Lo ha detto il ministro dell’Istruzione, Patrizio Bianchi, a margine di un convegno organizzato nell’ambito della fiera Didacta, dedicata al mondo della scuola, in corso a Firenze.

Questo incidente si aggiunge a una lunga lista di morti sul lavoro e all’interno delle scuole – dice Luca Redolfi, coordinatore nazionale dell’Unione degli studenti -, morti causati da un sistema malato, volto solamente al profitto“.

Secondo il presidente Anief, Marcello Pacifico, “dobbiamo potenziare il Pcto nel triennio delle scuole superiori, ma devono essere delle attività più di qualità: lo stesso obbligo di svolgimento di un monte ore minimo per l’accesso all’Esame di Stato conclusivo delle superiori non può essere considerato un vincolo, ma un’opportunità, quindi prevedendo, come in questo periodi di pandemia, delle deroghe allo svolgimento delle esperienze formative in presenza aprendo maggiormente alle attività progettuali da remoto”.

Il commento di Rifondazione Comunista: “Un altro ragazzo, in alternanza scuola lavoro, subisce le conseguenze “dell’addestramento” voluto da quella che ha osato definirsi “Buona Scuola”, ed è rimasto gravemente ustionato in un’officina a Merano, dove è ricoverato in pericolo di vita. Non basta lo stillicidio senza fine delle morti di lavoratori sacrificati sull’altare di un sistema, che in nome del profitto uccide, ora il lavoro insicuro colpisce anche gli studenti. Non è passato molto tempo dalle morti di Lorenzo Parelli e Giuseppe Lenoci, che già siamo costretti a temere per la vita di un altro ragazzo che si trovava in un posto sbagliato intento a compiti sbagliati. Non ci stancheremo di ripeterlo, è un’idea di formazione ben misera quella che sottrae un ragazzo alla scuola proprio nell’età in cui deve ancora acquisire una solida formazione di base e uno sguardo consapevole sulla società e sul mondo. L’obiettivo vero di tanta ostinazione nell’addestrare durante il periodo di formazione è quello di assuefare anzitempo le persone allo sfruttamento, con salari sempre più bassi e condizioni di lavoro insicure e precarie. L’attuale ministro Bianchi vuole dare persino alla scuola di base la finalità del lavoro come priorità assoluta, nella cinica corsa ad assoggettare progressivamente tutto il tempo di vita delle persone al dominio del profitto. Sosteniamo da tempo che l’alternanza scuola lavoro e gli stage devono essere aboliti e che si deve elevare l’obbligo scolastico , come già avviene in molti paesi europei.
Augurandoci la guarigione del Giovane studente, sosteniamo con forza l’iniziativa dell’Unione degli Studenti che organizzerà “scioperi e mobilitazioni studentesche in tutto il paese

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