Studente ferisce compagna gravemente all’occhio, docenti non responsabili. Sentenza

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La scuola, per andare esente da responsabilità, deve fornire la prova del fatto impeditivo, e cioè dell’inevitabilità del danno nonostante la predisposizione, in relazione al caso concreto, di tutte le cautele idonee a evitare il fatto.

La vicenda

In entrambi i gradi dei giudizi di merito i genitori di una studentessa si erano visti rigettare la domanda di risarcimento dei danni subiti dalla minore all’esito di un sinistro avvenuto nel cortile della scuola, nel corso dell’attività ricreativa. La stessa si era avvicinata ad un cestino di metallo per gettare un oggetto, quindi veniva avvicinata da altro allievo che, chiudendo violentemente il coperchio in metallo, colpiva la ragazza all’altezza dell’occhio, che restava gravemente lesionato. I genitori si rivolgono alla Corte di Cassazione (Sez. III Civile, Ordinanza 12 maggio 2020, n. 8811) che, accogliendo la tesi da loro proposta, ha annullato il giudizio e rinviato, per un nuovo esame, alla Corte d’Appello.

L’obbligo della scuola di vigilare sulla sicurezza

 L’ammissione dell’allievo a scuola determina l’instaurazione di un vincolo negoziale dal quale sorge a carico dell’istituto l’obbligo di vigilare sulla sicurezza e l’incolumità dell’allievo nel tempo in cui questi fruisce della prestazione scolastica in tutte le sue espressioni e, quindi, di predisporre gli accorgimenti necessari affinché non venga arrecato danno agli alunni in relazione alle circostanze del caso concreto:

  • ordinarie, tra le quali l’età degli alunni, che impone una vigilanza crescente con la diminuzione dell’età anagrafica;
  • eccezionali, che implicano la prevedibilità di pericoli derivanti da cose e da persone, anche estranee alla scuola e non conosciute dalla direzione didattica, ma autorizzate a circolare liberamente per il compimento della loro attività (si veda Cass., 4/10/2013, n. 22752).

La scuola è responsabile dell’illecito commesso da alunno in danno di altro

Incombe all’amministrazione scolastica rispondere del fatto illecito commesso dagli allievi minori sottoposti alla sua vigilanza, e di tale responsabilità speciale (trattandosi di regola che fa eccezione alla regola generale posta all’articolo 2043 c.c.) ex art. 2048 c.c., c. III, si libera “soltanto se prova di non aver potuto impedire il fatto”.

La prova dell’inevitabilità del danno

 Incombe sull’allievo l’onere della prova dell’illecito commesso da altro allievo, quale fatto costitutivo della sua pretesa, mentre è a carico della scuola la prova del fatto impeditivo, e cioè dell’inevitabilità del danno nonostante la predisposizione, in relazione al caso concreto, di tutte le cautele idonee a evitare il fatto (si veda Cass., 10/4/2019, n. 9983).

La responsabilità del custode

L’art. 2051 c.c. impone al custode, presunto responsabile, di dare eventualmente la prova liberatoria del caso fortuito: il custode è cioè tenuto, in ragione dei poteri che la particolare relazione con la cosa gli attribuisce, cui fanno riscontro corrispondenti obblighi di vigilanza, controllo e diligenza (in base ai quali è tenuto ad adottare tutte le misure idonee a prevenire ed impedire la produzione di danni a terzi, con lo sforzo adeguato alla natura e alla funzione della cosa e alle circostanze del caso concreto), come anche in ossequio al principio di cd. vicinanza alla prova, a dimostrare che il danno si è verificato in modo non prevedibile, e neppure superabile con lo sforzo diligente adeguato alle concrete circostanze del caso.

In che consiste la prova dell’inevitabilità del danno

Tale prova consiste nella dimostrazione del verificarsi dell’evento dannoso e del suo rapporto di causalità con la cosa in custodia, e può essere data anche con presunzioni, poiché la prova del danno è di per sé indice della sussistenza di un risultato “anomalo”, e cioè dell’obiettiva deviazione dal modello di condotta improntato ad adeguata diligenza che normalmente evita il danno (si veda Cass., 20/2/2006, n. 3651).

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