Studente dice di essere gay e la famiglia lo caccia di casa. Sarà ospitato dal suo insegnante fino alla maturità

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Figli gay qui non li vogliamo. Questo hanno risposto i genitori di uno studente di 18 anni, che deve affrontare la maturità, quando il figlio ha dichiarato la propria omosessualità. Coming out che lo ha portato fuori di casa, con i genitori che non ne vogliono sentire.

Da solo e senza soldi, si legge su La Repubblica, ha girato tra conoscenti per avere una sistemazione temporanea. Finché non ha trovato un supporto prima in uno sportello locale specializzato contro le discriminazioni, e poi da parte dei professori della sua scuola. Uno di loro ha deciso direttamente di ospitarlo a casa, così che possa studiare tranquillo per l’esame di Stato in programma a giugno.

Mi hanno detto di andarmene perché tra i figli non andavo bene” ha riferito, più o meno in questi termini, il giovane agli operatori dello sportello, spiegando che ci sarebbe stata una diversità di trattamento rispetto alla sorella, etero. “Mi hanno detto: niente figli gay, vattene” ha raccontato il ragazzo, come descritto da Il Tirreno che ha riportato ieri la notizia.

“Mia sorella è rimasta in casa, io no”, ha aggiunto, che ha potuto contare sull’appoggio di una professoressa, contattata dagli esperti del Centro, che hanno attivato un sostegno psicologico e informati i servizi sociali, che avrebbero parlato con la famiglia del giovane che però non vorrebbe sentire ragioni.

Successivamente un altro insegnante è venuto a conoscenza della questione che ha deciso di mettere a disposizione una camera a casa propria.

Il ragazzo è stato molto contento che sia stata trovata una soluzione, all’inizio non sapeva dove andare – spiega Emiliano Accardi, coordinatore di Voice -. Quello del docente è stato un gesto non scontato e importante. Il nostro centro intanto continua a offrire il servizio psicologico. Abbiamo un gruppo di esperti, anche per gli aiuti legali e per questioni inerenti il lavoro”.

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