Studente con disabilità non può andare a scuola perchè manca l’assistente per accompagnarlo in bagno. La mamma: “Ministro Valditara, ci aiuti”

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Manca l’assistente scolastico e lo studente con disabilità non può andare a scuola a lezione. Si tratta della storia di un 19enne di un istituto in provincia di Cagliari.

A La Repubblica parla la madre, che ha sporto una denuncia ai carabinieri: “Magari qualcuno al ministero dell’Istruzione (e del Merito) prenderà in mano la situazione, cercherà di capire perché non si riesce a garantire a mio figlio, come a tanti altri studenti con disabilità, la possibilità, il diritto, a frequentare regolarmente la scuola, creando le condizioni per favorire anche la loro istruzione“,

La donna spiega: “è dal primo anno delle superiori che dipendiamo dall’assistente scolastico indicato dalla dirigente della scuola. E quando, per qualsiasi motivo, questa persona non è presente, devo intervenire io. Quel venerdì, però, non ho potuto accorrere appena sono stata chiamata, perché il più piccolo dei miei figli (4 con Francesco) aveva la febbre. E quando sono arrivata e ho visto Francesco provato e mortificato, non ce l’ho fatta e ho chiamato i carabinieri“. 

In seguito a quell’episodio il ragazzo è “rimasto a casa per tre giorni, avrebbe potuto rientrare il lunedi successivo se solo qualcuno ci avesse avvisato che l’assistente era tornato a lavoro. Ma dalla scuola nessuno ci ha fatto avere notizie, non abbiamo avuto modo di parlare con la dirigente, né con i professori di mio figlio. Mi amareggia che nessuno di loro abbia espresso a Francesco solidarietà, neanche informalmente“.

Dopo l’iscrizione dello studente, la scuola “ha detto chiaramente che non era attrezzata per situazioni come la sua e che avremmo fatto meglio a cambiare Istituto“, insiste la donna, che continua il racconto: “Il banco particolare adatto per la condizione di mio figlio non è mai arrivato. La tastiera che gli consente di usare il pc l’abbiamo comprata noi. Dalla scuola abbiamo, con grande fatica, ottenuto che fosse individuato un accompagnatore per aiutare Francesco ad andare alla toilette“.

Io sono convinta -conclude la mamma – che sia la scuola che deve cambiare e non Francesco che deve cambiare scuola. Confesso che sono stanca, ma pronta a continuare a combattere per mio figlio e per tutti i ragazzi come lui. Attendiamo ancora un segnale dai vertici dell’Istituto che, ironia della sorte, è intitolato ad Antonio Gramsci. E forse qualcuno ha dimenticato quanto abbia scritto sulla scuola, sull’istruzione, la formazione dei giovani, superamento delle disuguaglianze“.

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