Studente bullizzato a scuola: prima gli davano del “secchione”. Poi ha ricevuto pugni e schiaffi ed è finito al pronto soccorso

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Una storia di bullismo che ha colpito un ragazzo di 14 anni, iscritto in una scuola superiore di Parma. Alle violenze verbali sono seguite quelle fisiche: prima una matita piantata in testa e poi schiaffi e pugni, con conseguenze non indifferenti.

Inizialmente il ragazzo, veniva preso in giro ed etichettato come “secchione”, racconta Il Messaggero.

In seguito il giovane ha “ricevuto” dai suoi bulli una matita piantata in testa e infine gli schiaffi e i pungi, che lo hanno costretto a ricorrere al pronto soccorso con una prognosi di 20 giorni per trauma cranico e frattura delle ossa nasali.

Sulla vicenda indagano i Carabinieri in seguito alla denuncia presentata dalla famiglia, forte dell’ultimo referto medico.

“Lo hanno minacciato, hanno iniziato a colpirlo con degli schiaffi – racconta la sorella dello studente alla Gazzetta di Parma – Quando ho saputo quello che stava accadendo ho personalmente chiamato la scuola, ho parlato con qualcuno della direzione spiegando cosa stesse succedendo”.

Bullismo: i dati

In base al monitoraggio dei fenomeni di bullismo e cyberbullismo nelle scuole Italiane a cura della Piattaforma ELISA, abbiamo alcuni dati relativi all’anno scolastico 2020/2021: il 22,3% degli studenti e studentesse delle scuole secondarie di secondo grado è stato vittima di bullismo da parte dei pari (19,4% in modo occasionale e 2,9% in modo sistematico); il 18,2% ha preso parte attivamente a episodi di bullismo verso un compagno o una compagna (16,6% in modo occasionale e 1,6% in modo sistematico); l’8,4% ha subito episodi di cyberbullismo (7,4% in modo occasionale e 1% in modo sistematico); il 7% ha preso parte attivamente a episodi di cyberbullismo (6,1% in modo occasionale e 0,9% in modo sistematico).

È presente una percentuale non trascurabile di studenti e studentesse che subisce atti di bullismo basato sul pregiudizio: il 7% risulta aver subito prepotenze a causa del proprio background etnico (5,5% occasionale e 1,5% sistematico), il 6,4% risulta aver subito prepotenze di tipo omofobico (5% occasionale e 1,4% sistematico) mentre il 5,4% risulta aver subito prepotenze per una propria disabilità (4,2% occasionale e 1,2% sistematico).

Una parte di questi fenomeni – si rileva -non emerge, restando all’oscuro della consapevolezza della scuola e dei docenti. Oltre ad avere una percezione più bassa rispetto agli studenti e le studentesse rispetto alla presenza del bullismo e cyberbullismo, gli/le insegnanti ritengono di intervenire più spesso e in modo più attivo di fronte agli episodi di bullismo e cyberbullismo, rispetto a quanto viene riportato dalle studentesse e dagli studenti.

Un’alta percentuale di docenti riporta che nella propria scuola è stato nominato il docente referente (83,4% di docenti delle scuole secondarie di secondo grado, 76% della scuola primaria e 74% della scuola secondaria di secondo grado) ma tale figura non è sembra essere sempre conosciuta nella comunità scolastica, soprattutto da parte delle studentesse e degli studenti (solo il 13% di loro dichiara di sapere chi è il docente nominato come referente nella propria scuola).

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