Studente bocciato, i genitori fanno ricorso, ma il Consiglio di Stato dà torto: “La bocciatura era legittima e motivata. Occorre rispettare la valutazione degli insegnanti”

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Il Consiglio di Stato ha messo la parola fine a una lunga battaglia legale tra una famiglia e la scuola frequentata dal figlio, confermando la bocciatura dello studente al termine dell’anno scolastico 2017/2018.

La sentenza, emessa il 14 marzo 2024, ha respinto l’appello dei genitori, che contestavano la legittimità della decisione presa dal Consiglio di classe.

Tutto ha avuto inizio nel 2018, quando il Consiglio di classe di un liceo toscano decide di non ammettere lo studente alla classe successiva a causa di numerose insufficienze. I genitori, convinti dell’ingiustizia della decisione, si sono rivolti al TAR della Toscana, che però ha dato ragione alla scuola. Non soddisfatti, hanno fatto ricorso al Consiglio di Stato, sperando in un ribaltamento della situazione.

I giudici hanno passato al setaccio ogni aspetto della vicenda, analizzando attentamente il verbale di scrutinio finale, le motivazioni addotte dal Consiglio di classe e le doglianze sollevate dai genitori. La conclusione è stata netta: la bocciatura era legittima e motivata.

Le insufficienze gravi e diffuse in diverse materie, unite all’esito negativo dei tentativi di recupero e alla discontinuità nell’impegno dimostrato dallo studente, hanno costituito elementi decisivi per la decisione del Consiglio di classe, pienamente condivisa dal Consiglio di Stato.

I giudici hanno inoltre escluso qualsiasi disparità di trattamento rispetto ad altri studenti non ammessi, sottolineando come le loro situazioni fossero analoghe a quella del ragazzo bocciato. Anche le critiche mosse dai genitori riguardo ai criteri di valutazione e alle procedure seguite sono state ritenute infondate.

La sentenza ha quindi ribadito l’importanza del rispetto delle regole e delle valutazioni degli insegnanti, respingendo la richiesta di risarcimento danni avanzata dalla famiglia. Nonostante lo studente abbia nel frattempo conseguito il diploma, la decisione del Consiglio di Stato rappresenta un importante precedente che riafferma l’autonomia delle scuole nelle valutazioni e la necessità di garantire un adeguato livello di preparazione per l’accesso alla classe successiva.

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