Studente bocciato dopo aver aggredito la sua docente. Polito: “Per lui è un dramma personale, per la scuola sarebbe stata una tragedia istituzionale”

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L’editorialista del Corriere della Sera, Antonio Polito, ci ricorda che il ruolo dei genitori è non arrendersi, persino di fronte alle colpe dei figli. Un pensiero ammirevole emerge per i genitori del ragazzo che hanno presentato ricorso contro la bocciatura del figlio.

Viviamo in un’epoca dove i diritti sembrano prevalere sui doveri. Questi genitori, in un atto che va oltre l’essere i semplici “sindacalisti del figlio”, si interrogano sul diritto del ragazzo alla promozione, nonostante i suoi comportamenti criminali. Lui è un buon studente e le pene legali e disciplinari già pesano su di lui. Ma la domanda rimane, perché bocciarlo se il suo rendimento scolastico era buono?

Questi interrogativi, posti dai genitori, sono legittimi e meritano risposta. Tuttavia, in queste situazioni in cui si scontrano i diritti individuali con quelli della comunità, bisogna anche considerare l’impatto di tali decisioni sulla percezione pubblica. Promuovere uno studente che ha ferito gravemente la sua insegnante potrebbe inviare un segnale pericoloso alla società.

È un dilemma doloroso. Per lo studente, la bocciatura è un dramma personale. Tuttavia, per la scuola, promuoverlo avrebbe potuto rappresentare una tragedia istituzionale. Il sistema scolastico e la società in generale hanno il dovere di proteggere l’insegnamento e gli insegnanti, oggi più esposti che mai a dileggi, noncuranza e anche intimidazioni fisiche.

È essenziale ristabilire il riconoscimento di una vera “auctoritas” educativa, basata su un sapere socialmente riconosciuto, non solo il potere di punire e di premiare. Difendere gli insegnanti, la disciplina e l’ordinato svolgimento delle lezioni è oggi più importante che mai. Non possiamo lasciare soli coloro che ancora credono nella scuola come luogo di formazione, educazione e civiltà, eppure è fondamentale fare tutto il possibile per non lasciare solo questo ragazzo.

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