Studente 13enne suicida a Palermo, Sperandeo: “I bulli? La colpa è dei padri incapaci di educare”

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L’attore siciliano, Tony Sperandeo, si distacca dal suo stereotipo cinematografico per sollevare questioni sociali significative. Affermando con fermezza “Basta con i film di mafia: non se ne può più”, Sperandeo sottolinea il suo desiderio di andare oltre la rappresentazione unidimensionale della Sicilia e della mafia nel cinema.

L’attore, celebre per ruoli da antagonista, si esprime con chiarezza sulla necessità di cambiare l’immagine della sua terra natale, auspicando per la Sicilia una rappresentazione “bella e pulita”.  Ricordando le riprese di “I cento passi”, Sperandeo condivide un momento significativo: l’incontro con la madre di Peppino Impastato. Questa esperienza ha evidenziato il delicato equilibrio tra la rappresentazione artistica e il rispetto della storia personale delle vittime della mafia.

Interrogato sulla funzione rieducativa della pena, Sperandeo riflette sull’importanza di interventi preventivi, come nel caso del femminicidio di Giulia Cecchettin. Sottolinea la necessità di monitorare segnali di allarme in situazioni psicologicamente instabili.

Infine, Sperandeo sottolinea l’importanza dell’assistenza psicologica nelle scuole, considerandola un aiuto cruciale per i giovani, in particolare per quelli più fragili. Parla con cuore aperto dell’accettazione di suo figlio omosessuale, dimostrando la sua umanità al di là della sua immagine pubblica.

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