Strumento musicale: in alcune scuole i docenti svolgono servizio 4 giorni a settimana. Si può fare?

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A scriverci è una docente di lingua inglese della scuola secondaria di primo grado. L’offerta formativa del suo istituto, essendo ad indirizzo musicale, prevede la disciplina curricolare “strumento musicale” svolta in orario pomeridiano. Ebbene, l’insegnante si chiede come mai i suoi colleghi musicisti effettuino l’orario di servizio settimanale su 4 giorni invece che 5 come tutti gli altri docenti della mattina. Disparità di trattamento? Legittimo? Tutte le risposte.

L’orario di servizio settimanale dei Docenti – CCNL – Non meno di 5 giorni settimanali

È regolato dall’art. 28 del CCNL:

“In coerenza con il calendario scolastico delle lezioni definito a livello regionale, l’attività di insegnamento si svolge in:

  • 25 ore settimanali nella scuola dell’infanzia
  • 22 ore settimanali nella scuola elementare
  • 18 ore settimanali nelle scuole e istituti d’istruzione secondaria ed artistica,

distribuite in non meno di cinque giornate settimanali.

Alle 22 ore settimanali di insegnamento stabilite per gli insegnanti elementari, vanno aggiunte 2 ore da dedicare, anche in modo flessibile e su base plurisettimanale, alla programmazione didattica da attuarsi in incontri collegiali dei docenti interessati, in tempi non coincidenti con l’orario delle lezioni.”

La distribuzione dell’orario di servizio in non meno di cinque giornate settimanali assicura la fruizione del giorno libero che, seppure non esplicitamente indicato nella normativa, è diventato prassi.

Il vigente CCNL suggerisce la possibilità di un orario plurisettimanale, normalmente da 2 a 4 settimane a patto che la parte variabile dell’orario non oltrepassi le sei ore settimanali e sia comunque definita con congruo preavviso

Orario servizio docenti – Non meno di 5 giorni settimanali – Ribadito anche nel DPR 275/99

All’articolo 5:

“L’orario complessivo del curricolo e quello destinato alle singole discipline e attività sono organizzati in modo flessibile, anche sulla base di una programmazione plurisettimanale, fermi restando l’articolazione delle lezioni in non meno di cinque giorni settimanali e il rispetto del monte ore annuale, pluriennale o di ciclo previsto per le singole discipline e attività obbligatorie.”

La formulazione dell’orario spetta al Dirigente scolastico sentiti gli organi collegiali e la parte sindacale

Il Dirigente scolastico, con atto di gestione, procede alla formulazione dell’orario

Contrattazione integrativa di istituto

Tra le materie oggetto di confronto (NON di contrattazione) a livello d’istituto tra il Dirigente scolastico e la parte sindacale vi è:

“L’articolazione dell’orario di lavoro del personale docente, educativo ed ATA […]” – CCNL 2016/18

Consiglio di istituto

“Il consiglio di circolo o di istituto indica, altresì, i criteri generali relativi alla formazione delle classi, all’assegnazione ad esse dei singoli docenti, all’adattamento dell’orario delle lezioni– T.U. n. 297/1994, art. 10 comma 4

Collegio docenti

“Formula proposte al direttore didattico o al preside per la formazione, la composizione delle classi e l’assegnazione ad esse dei docenti, per la formulazione dell’orario delle lezioni e per lo svolgimento delle altre attività scolastiche, tenuto conto dei criteri generali indicati dal consiglio di circolo o d’istituto” – T.U. n. 297/1994, art. 7 comma 2, lett. b)

Dirigente scolastico

“Procede alla formazione delle classi, all’assegnazione ad esse dei singoli docenti, alla formulazione dell’orario, sulla base dei criteri generali stabiliti dal consiglio di circolo o d’istituto e delle proposte del collegio dei docenti” – Art. 396 comma 1 lett. d)

Conclusioni – Decreto formulazione orario del Dirigente scolastico in meno di 5 giorni settimanali – Da evitare

La normativa parla chiaro: non meno di cinque giorni settimanali per quanto riguarda l’orario di servizio settimanale dei docenti. A stabilirlo è una norma contrattuale-CCNL ed una legge-fonte primaria quale il DPR n. 275/1999. Tra l’altro, nel caso in cui si verifichi una dinamica del genere, quindi con docenti di strumento musicale che effettuano 4 giorni di servizio alla settimana, verrebbe a configurarsi una disparità di trattamento [non conforme ai principi di parità, correttezza] per tutti gli altri insegnanti che invece svolgono regolarmente in 5 giorni settimanali il proprio orario di servizio. D’altronde chi non desidererebbe lavorare 4 giorni invece che 5 a settimana?

C’è da dire che per motivi organizzativi, connessi all’esercizio dell’autonomia scolastica, il dirigente scolastico di un istituto ad indirizzo musicale può in qualche modo ritrovarsi “costretto” a formulare in 4 giorni settimanali l’orario di servizio degli insegnanti di strumento magari per questioni collegate alla mancanza di personale ATA che possa effettuare la sorveglianza con annessi rientri pomeridiani.

In tal caso occorre riportare nel decreto gestionale di formulazione orario un’adeguata motivazione specificando che trattasi di una situazione emergenziale e temporanea volta a garantire la sicurezza del personale docente e alunni. Sappiamo infatti come non sia possibile garantire l’offerta formativa senza la vigilanza dei collaboratori scolastici.

Sarà cura del Dirigente scolastico, sentito il proprio DSGA, affrontare al più presto la situazione mettendosi in contatto con l’ambito territoriale e l’USR. Opportuna anche l’informazione in merito agli organi collegiali e alla parte sindacale sottolineando quanto la misura dei 4 giorni settimanali non può certo essere strutturale ma necessaria fin tanto non si risolva la questione.

Non vogliamo nemmeno pensare che possa esserci anche una qualche motivazione legata al risparmio energetico. I comuni sono proprietari delle istituzioni scolastiche e quindi i costi per l’energia elettrica e gas atti a soddisfare la necessità di illuminazione e riscaldamento all’interno degli istituti sono a loro carico. Un pomeriggio in meno certo farebbe risparmiare qualcosa ma ci sarebbe un piccolo particolare da tenere in considerazione: il rispetto della Legge.

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