Stress lavoro correlato docenti, siamo in ritardo di 11 anni

di Vittorio Lodolo D'Oria
ipsef

item-thumbnail

La novità era costituita dal fatto che il seminario fosse voluto da un sindacato e che i partecipanti fossero i loro RSU appena eletti. Un segnale decisamente positivo per almeno due motivi: a) si tratta del primo effetto del nuovo contratto della scuola che all’art. 22 riconosce, come materia di contrattazione a livello regionale e di confronto a livello d’istituto, l’attività di prevenzione e monitoraggio del burnout e dello SLC; b) il sindacato decide finalmente di intervenire sulla tutela della salute dei docenti, riconoscendo al contempo la necessità di formazione dei suoi rappresentanti sull’argomento in vista della contrattazione e del confronto con le controparti.

L’incontro aveva l’obiettivo pratico di stilare le linee-guida da inserire nel Documento di Valutazione del Rischio (DVR) contenenti le azioni da porre in essere per prevenire e monitorare lo SLC come espressamente previsto nell’art. 28 del DL 81/08.

Ancora oggi, nella maggior parte delle scuole, non viene intrapresa alcuna azione per tutelare la salute degli insegnanti nonostante l’obbligo sia vigente dal 1° Gennaio del 2011. Inoltre i pochi istituti che si sono cimentati, lo hanno fatto ricorrendo spesso a metodi impropri, inutili e talvolta addirittura fuorvianti col solo obiettivo di dimostrare che nella scuola tutti stanno bene e non è necessario intervenire. Questi eventi e circostanze ci hanno indotto a fissare al primo punto di lavoro l’esplicitazione delle azioni da NON intraprendere, seguite dalle iniziative valide:

  1. Non somministrare questionari di sorta. Questi hanno la sola pretesa di dimostrare che il livello di SLC è nullo o ridotto, pertanto non è richiesto alcun tipo d’intervento di prevenzione. Si tratta inoltre di questionari anonimi, spesso non tarati sulla categoria degli insegnanti e per giunta nemmeno validati scientificamente. Trattasi inoltre di strumento “collettivo” che non incide minimamente sulla tutela della salute del singolo lavoratore. Vale la pena ricordare che la professione insegnante è psicofisicamente usurante sempre e dovunque come dimostrano migliaia di pubblicazioni scientifiche e una ricca bibliografia internazionale. Le patologie psichiatriche costituiscono le vere malattie professionali dei docenti in tutti i Paesi in cui sono stati effettuati studi epidemiologici (Francia, UK, Germania, Giappone, USA…) dimostrando che è proprio la professione ad essere usurante a prescindere dal diverso sistema scolastico adottato. La causa di tale fenomeno è da riferirsi alla particolare tipologia di rapporto con la medesima utenza (quotidiano, protratto, asimmetrico, intergenerazionale, confidenziale, minoritario, soggetto al fenomeno Dorian Gray ribaltato). In buona sostanza non dobbiamo perdere tempo ed energie a somministrare questionari per scoprire l’acqua calda o, peggio, per cercare di dimostrare l’opposto di ciò che il mondo scientifico ha oramai pienamente dimostrato e comprovato.
  2. Fare formazione a tutti i docenti su rischi e tutele per la loro salute (artt. 28 e 37 DL 81/08). In particolare devono essere affrontati nell’ordine i seguenti temi: a) le malattie professionali degli insegnanti in Italia e nel mondo; b) i segni, sintomi e manifestazioni del disagio; c) le strategie di adattamento positive e negative; d) gli strumenti di legge per la tutela della salute e i diritti/doveri del lavoratore (l’accertamento medico in CMV e CMO); e) le possibili alternative all’insegnamento in caso d’inidoneità e il reinserimento lavorativo dopo il giudizio medico-legale.
  3. Avviare azioni integrative opzionali (consigliate). a) Individuare un team di 2/4 docenti che desiderano fungere da riferimento per il disagio mentale professionale monitorando gli indicatori di cui al successivo punto 4 e raccogliendo articoli, condividendoli nonché attingendoli di volta in volta da siti specializzati per aggiornare la casistica; b) avvalersi del medico competente (se presente) o di un consulente esterno per aiutare i docenti nell’eventuale processo di orientamento nell’azione da intraprendere (ricorso a uno specialista, richiesta di accertamento medico, periodo di malattia, inidoneità alla mansione etc); c) attivare una consulenza per assolvere compiutamente le molte e delicate incombenze medico-legali del dirigente scolastico di cui le due principali consistono nella tutela della salute dei lavoratori e dell’incolumità dell’utenza; d) effettuare periodici (es. trimestrali) richiami per sollecitare tutti i docenti a sottoporsi agli screening oncologici.
  4. Rilevare periodicamente gli eventi sentinella di disagio scolastico nella scuola. L’istituto di appartenenza deve abituarsi a valutare nel tempo l’andamento di indicatori critici che possono rivelare il disagio mentale professionale all’interno della scuola. Questi sono numerosi e possono essere comparati rispetto al proprio dato storico nel corso degli anni o utilizzando i dati di istituti con analoghe caratteristiche (benchmark). Tra i più importanti vi sono indubbiamente i seguenti: a) assenze per malattia del corpo docente; b) turnover dei docenti; c) rapporto docenti precari/ruolo; d) sanzioni disciplinari; e) contenziosi legali; f) accertamenti medici a richiesta e d’ufficio; g) attivazione di indagini ispettive; h) andamento delle iscrizioni; i) drop-out studenti; l) lamentele scritte dell’utenza; m) numero di alunni per classe; n) studenti certificati e disabili per classe; o) incidenti avvenuti nella scuola (per mancata vigilanza e non); p) distribuzione/concentrazione incarichi tra i docenti; q) età media e genere dei docenti; r) anzianità di servizio media; …

Lungi dal considerare esaurite tutte le azioni di prevenzione e monitoraggio dello SLC nella categoria professionale dei docenti, possiamo ritenere il tutto una valida traccia per cominciare a contrastare, seppure con 11 anni di ritardo rispetto a quando stabilito dalla normativa, le reali malattie professionali della categoria senza disperdere inutilmente le già scarse risorse.

Per aiutare le scuole di buona volontà, si rende volentieri disponibile il documento integrativo del DVR sulla prevenzione/monitoraggio dello SLC messo a punto. Chiunque fosse interessato (RSPP, RLS, RSU, docenti ,medici competenti e soprattutto dirigenti scolastici) ne può fare richiesta scrivendo una email a [email protected] o andando sulla pagina www.facebook.com/vittoriolodolo.

www.facebook.com/vittoriolodolo.

Versione stampabile
Argomenti:
anief
soloformazione