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Stress e ansia quando il fenomeno del bullismo mina la vita di una scuola: una lezione per intervenire in una scuola Primaria (Classi IV e V)

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Ogni scuola è costretta, volente o nolente, ad affrontare il fenomeno del bullismo e del cyberbullismo scolastico a un certo livello di coinvolgimento degli alunni. Livello che, l’esperienza mostra, cresce con l’età degli attori coinvolti. Il bullismo, inutile nasconderlo o glissare sulla cosa, attraversa tutti i confini etnici, socioeconomici e religiosi e ha un impatto su ogni scuola in una misura più o meno rilevante. Possiamo dire che nessuna scuola è completamente libera da bulli. In ragione di questa affermazione, è diventato sempre più rilevante per i docenti e i dirigenti scolastici adottare misure per affrontare il bullismo scolastico. Siamo intervenuti, più volte, sulla fattispecie del fenomeno e, volta dopo volta, abbiamo proposto angoli visuali diversi per parlare della questione. Ci ritorniamo perché è evidente e perciò drammatico il fatto che il bullismo (o il cyberbullismo) oltre a influenzare l’apprendimento e il successo scolastico della scuola, il bullismo crea anche un ambiente in cui lo stress e l’ansia sono più elevati. Di conseguenza, è nell’interesse di ogni scuola, anche di reti di scuole, affrontare i problemi relativi al radicamento del bullismo in ambienti educativi in modo efficace.

I fattori di rischio associati al bullismo

Sarebbe all’uopo necessario identificare i fattori di rischio associati al bullismo, la tipologia di intervento rapido ed efficiente da assicurare quando si verifica il bullismo, la valutazione degli attuali programmi di prevenzione del bullismo e lo sviluppo di programmi di prevenzione che funzionino. Però, afferma S. Gordon “uno dei primi passi per portare a termine questi compiti è stabilire un elenco di obiettivi di prevenzione del bullismo”. La Gordon stabilisce un elenco di dieci obiettivi che riprendiamo nella certezza che averli chiaramente e visivamente presenti è fondamentale per assicurare risposte immediate, pertinenti e definitive.

Ridare priorità alla prevenzione del bullismo attraverso programmi che facciano sentire i ragazzi emotivamente sicuri

Come scuola è necessario assicurarsi, pedissequamente e con una costante asfissiante, che ogni studente comprenda fino in fondo e sin dal primo giorno cos’è il bullismo e che è inaccettabile. È necessario che ogni studente abbia la possibilità di sentirsi emotivamente e fisicamente al sicuro nel tempo che trascorre a scuola. Compito dei docenti è quello di stabilire regole di classe con esempi specifici di ciò che è accettabile e inaccettabile.

È necessario intervenire subito su studenti socialmente vulnerabili

Compito di ciascun docente è quello di individuare, tempestivamente, gli studenti socialmente più vulnerabili. Come ribadisce Gordon sarebbe necessario “aiutali a sviluppare amicizie e stabilire connessioni a scuola”. Non è complesso e neppure così difficile servirsi, nella scuola, dei leader più d’impatto per entrare in contatto con questi studenti e guidarli. Gli atleti potrebbero essere utile nella prevenzione del bullismo così come gli studenti che eccellono accademicamente.

Supportare le vittime di bullismo a scuola

È prioritario identificare, nelle nostre scuole, senza tentennamenti e senza operazioni che tergiversano sul fenomeno e sull’allarme sociale, le situazioni di bullismo e fornire agli studenti (senza operazioni di minimizzazione) gli strumenti per rispondere. Talvolta, gli studenti potranno intervenire senza l’intervento di un adulto e altre volte avranno bisogno dell’aiuto del docente. Facciamoci trovare pronti e, principalmente, in grado di affrontare il fenomeno. Fornire loro modi sicuri per segnalare il bullismo in modo anonimo o confidenziale deve essere, invece, un compito specifico, del dirigente scolastico, dello staff e della responsabile del contrasto al fenomeno del bullismo e del cyberbullismo. “La chiave è rompere il silenzio che circonda il bullismo rendendo sicuro per gli astanti di denunciare le cose a cui stanno assistendo”, scrive Gordon. “Un modo – continua – per garantire che ciò accada è prendere sul serio tutte le segnalazioni di bullismo”.

Creare procedure disciplinari e far comprendere che ci sono conseguenze gravi per chi compie atti di bullismo

Le conseguenze ad un atto di bullismo dovrebbero sempre corrispondere alla gravità del problema. Mai minimizzare e mai posporre decisioni che andrebbero assunte nell’immediatezza. Tali procedure disciplinari, sempre presenti, dovrebbero essere progettate in modo che il comportamento non si ripeta più e che il bullo, i gregari, gli spettatori e tutti nella scuola e a casa sappiano a cosa si va incontro. È necessario ridurre (azzerare sarebbe la cosa migliore da auspicarsi) le probabilità di ripetizione del comportamento anche ipotizzando, già dal primo evento, sanzioni più gravi qualora si dovesse verificare l’atto di bullismo.

Lezione sul bullismo

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