Stop a supplenze inferiori a 15 giorni. Superiori di 4 anni e soprannumerari a fare sostituzioni

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red – A ciò si aggiunge la decontrattualizzazione del rapporto di lavoro, per completare il quadro dipinto da Sandra Cardi, su Italia Oggi (pagina 38 di oggi 15 luglio 2014), dei provvedimenti sui quali starebbero lavorando i tecnici del Ministero.

red – A ciò si aggiunge la decontrattualizzazione del rapporto di lavoro, per completare il quadro dipinto da Sandra Cardi, su Italia Oggi (pagina 38 di oggi 15 luglio 2014), dei provvedimenti sui quali starebbero lavorando i tecnici del Ministero.

Che la scuola sia nel mirino del Governo lo avevamo già capito, che ci sia aria di riformare le supplenze e l’orario dei docenti ci era stato detto, e poi smentito.

Dopo Repubblica.it, è Italia Oggi a darci un anticipo dei lavori in corso in viale Trastevere, che, tiene a precisare la Cardi, non hanno ancora avuto il beneplacito politico.

Ma, in breve, sono queste le linee direttrici:

  1. decontrattualizzazione del rapporto di lavoro;
  2. taglio ultimo anno di superiori;
  3. divieto di supplenze inferiori ai 15 giorni.

Se queste indiscrezioni fossero confermate, parliamoci chiaro, non ci troveremmo certo davanti ad un investimento nell’istruzione, ma a dei tagli che vedono come bersaglio i docenti precari.




Scopo è l’eliminazione della spesa per le supplenze che, non si sa ancora come, dovranno essere coperte dai docenti di ruolo. Non certo diminuendo l’orario di lezione da 18 a 15 (come prima della riforma Gelmini), ma probabilmente proponendone un aumento.

Altra fonte di ore da dedicare alle supplenze, sempre secondo l’articolo di Italia Oggi, sarebbero i docenti soprannumerari a seguito del taglio di un anno del percorso di studi, almeno per quelle riguardanti la scuola secondaria di II grado.

Per il resto ci vuole una soluzione diversa, che dovrà venire dal rinnovo del contratto. L’equazione è semplice, per tagliare la spesa delle supplenze brevi bisognerà che i docenti di ruolo lavorino di più e a costo zero.

Sarà strada praticabile contrattando con i sindacati? Certo che no. Ecco perché l’articolo di Italia Oggi anticipa la volontà di decontrattualizzare il rapporto di lavoro. Insomma, una legge potrebbe imporre più ore di lavoro, bypassando il contratto

Quest’ultimo punto non sarebbe ancora nelle mire del Governo, che al momento punta ad un provvedimento che affronti le "emergenze", per poi avviare un dialogo con il mondo della scuola, al fine di trovare una soluzione condivisa.

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