Stop classi pollaio, Anief: non si può più attendere

di Nino Sabella
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Comunicato Anief – L’anno scolastico appena iniziato si sta rivelando quanto mai ricco di problemi e contraddizioni: al record di supplenti e di conferimento delle Mad si sommano diversi nodi mai sciolti e che nell’emergenza diventano enormi.

Come le classi pollaio, che si continuano a formare anche in presenza di allievi con disabilità. A Santa Maria di Capua Vetere è stata composta una classe di 30 alunni, di cui 4 con disabilità accertata. Ad inizio anno, a Viterbo si era arrivati a 39 iscritti con 5 diversamente abili. Diventa a questo punto importante approvare il disegno di legge del M5S che vuole portare il limite, in presenza di disabili, a 20 alunni e senza più deroghe. Le aspettative perché la norma vada in porto sono alte. Anche perché è stato lo stesso nuovo ministro pentastellato Lorenzo Fioramonti a sostenere, già da sottosegretario, che i primi due obiettivi da centrare nel corso del suo mandato a Viale Trastevere saranno il superamento del precariato e delle classi pollaio.

Secondo Marcello Pacifico, presidente nazionale Anief, l’azione di Fioramonti dovrà essere incisiva: “Il nuovo ministro dell’Istruzione dovrà innanzitutto combattere per convincere il Governo a cancellare le riduzioni progressive di spesa pubblica per la scuola previste fino al 2040 all’interno del Def approvato dallo scorso esecutivo. Il calo demografico, con decremento medio di 70 mila alunni l’anno, non deve essere il pretesto per fare cassa sulla Scuola, tagliando classi, scuole, organici, risorse, sulla scia di quello che è stato fatto nell’ultimo decennio. Si approfitti per creare delle classi finalmente a misura di alunno”.

Sulla formazione delle classi scolastiche si continua a disattendere il fine della normativa esistente che vorrebbe limitare in via ordinaria il numero di alunni iscritti per classe in presenza di allievi disabili certificati con insegnante di sostegno, salvo autorizzarne le deroghe. La classe composta, nel casertano, da 30 alunni con 4 disabili, come denunciato dalla rivista specializzata Orizzonte Scuola, è solo l’ultima di una lunga serie: all’inizio dell’anno nel viterbese è stata allestita una prima superiore con 32 alunni di cui 3 diversamente abili; a Tuscania è stata composta una classe con 31 alunni di cui 2 con handicap. Il caso limite però si è consumato a Viterbo, dove in una classe sono stati stipati 39 studenti, di cui 5 diversamente abili. I numeri altisonanti non riguardano solo il Cento-Sud: pure ad Aosta sono arrivate le classi pollaio.

Queste realtà, che minano il diritto allo studio, sono regolate dell’articolo 5, comma 2 del DPR 81/09, dedicato alla formazione delle classi iniziali delle scuole di ogni ordine e grado, comprese le sezioni delle scuola dell’infanzia: laddove vi sia la presenza di alunni con disabilità, le classi iniziali devono essere costituite, di norma, con non più di 20 alunni. Il problema è che la dicitura “di norma” è diventata, negli anni, la scusa per potere sistematicamente aggirare il limite normativo.

IL SUPERAMENTO DELLA LEGGE CON DEROGA

Proprio per superare questo abuso, presente anche in assenza di alunni normodotati, visto che il limite di 27 alunni viene sistematicamente oltrepassato, il M5S ha proposto, nello scorso Governo, una proposta di legge, a prima firma dell’attuale sottosegretario Azzolina, con cui si intende cancellare la deroga contenuta nel DPR 81/09, adottando “interventi e misure volti a diminuire gradualmente di un punto il rapporto alunni/docente, da realizzare comunque entro l’anno scolastico 2022/ 2023, introducendo il divieto di costituire le classi iniziali delle scuole e degli istituti di ogni ordine e grado, comprese le sezioni della scuola dell’infanzia, con un numero di alunni superiore a 22, elevabile fino a 23 qualora residuino resti”. In generale, il numero massimo di alunni, dunque, per le classi iniziali delle scuole di ogni ordine e grado, comprese le sezioni della scuola dell’infanzia, non può essere superiore a 22 alunni, elevabile sino a 23 nel caso in cui residuino resti.

Nella proposta di legge del Movimento 5 Stelle si prevede, inoltre, che in presenza di alunni disabili le classi delle scuole di ogni ordine e grado, comprese le sezioni di scuola dell’infanzia, siano costituite da un numero massimo di allievi che non può essere superiore a 20. Rispetto alla normativa vigente la previsione è perentoria, in quanto è stata superata la dicitura: “di norma, con non più di 20 alunni”. 

IL COMMENTO DELL’ON. LUIGI GALLO (M5S)

Le classi sovraffollate – ha commentato Luigi Gallo Presidente della VII Commissione Istruzione alla Camera e tra i proponenti del ddl – non garantiscono il diritto allo studio dei nostri ragazzi e ragazze e dei bambini e le bambine, e sono un problema di sicurezza. Per questo appena avuto delle segnalazioni, questa mattina, ho scritto agli uffici scolastici regionali della Campania in merito ad una classe dell’istituto scolastico di Santa Maria Capua Vetere, Righi Nervi Solimena, che ospita quattro alunni con disabilità in una classe di trenta ragazzi. 

L’on. Luigi Gallo si dice speranzoso sulla possibilità che la proposta di legge del M5S possa andare in porto. “Abbiamo presentato un progetto di legge per affrontare nel complesso classi pollaio. Sappiamo che ha bisogno di molte risorse e, infatti, stiamo lavorando ad una rimodulazione per intervenire sulle problematiche principali, dove il fenomeno si presenta più forte. Intervenire sulle emergenze e con cifre non elevatissime”.

IL MONITO DEL PRESIDENTE ANIEF

“La riduzione di nascite degli ultimi e dei prossimi anni – dice Marcello Pacifico, presidente nazionale Anief – è un’occasione d’oro per progettare finalmente una scuola di qualità, fatta di non oltre 20 alunni per classe. E poi, come ha chiesto Anief solo qualche giorno fa al ministro dell’Istruzione, di organici potenziati nelle aree a rischio, di una didattica per livelli con più docenti in compresenza, di riammodernamento delle strutture, di stipendi adeguati e di cancellazione di tutte le diversità di trattamento del personale precario ad iniziare dai compensi bloccati e dalla ricostruzione di carriera. Per approvare questa proposta di legge, però, il Governo nella legge di stabilità deve trovare le risorse per le coperture necessarie”. 

“Per ampliare gli organici – continua Pacifico – ci sono decine e decine di migliaia di docenti precari, già selezionati, formati e abilitati, da assumere anche direttamente da graduatorie d’istituto, da trasformare anche in provinciali. Come bisognerà immettere in ruolo da graduatorie di merito, regionali e d’istituto, riaprire annualmente le GaE al personale abilitato, prevedendo l’assorbimento anche per gli educatori, gli ITP e i diplomati magistrali. Servirà anche immettere in ruolo i precari Ata, educatori ed assistenti alla comunicazione, lsu, sui tanti posti vacanti oggi assegnati a supplenza. Oltre che procedere alla trasformazione delle graduatorie d’istituto, le stesse che vengono da anni utilizzate per coprire i vuoti crescenti in organico. Servirà, infine, confermare in ruolo i docenti assunti con riserva dopo il superamento dell’anno di prova. E per i docenti di terza fascia d’istituto o non abilitati, si proceda subito con i corsi PAS annuali”, conclude il sindacalista.

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