Stop AstraZeneca, Galli: popolazione sfiduciata. Non ci si può lamentare se le conseguenze possono essere nefaste

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“Da clinico quello che mi sento di dire è che ora bisogna vaccinare il più possibile le persone fragili e fare il prima possibile, con i vaccini a disposizione ottenere l’immunità sufficiente per bloccare gran parte delle infezioni è possibile”.

Così il primario del Sacco di Milano Massimo Galli in occasione dell’evento Online Talk Sanità – Strategie per la Riforma del Sistema e Vincere la Pandemia.

Galli ha sottolineato che bisogna “fare del vaccino uno strumento veramente importante per avere meno malati, meno morti e meno infezioni nell’arco temporale breve” ma anche che “senza farina non si fa il pane”.

Un chiaro riferimento alla sospensione di AstraZeneca: “Il punto è avere vaccini e non mortificare quelli che abbiamo con prese di posizione che, rispetteranno anche il principio di precauzione ma, considerando precedenti e evidenze, finiscono per disamorare parte della popolazione e per sfiduciarla su uno dei vaccini su cui, piaccia o meno, si basa gran parte della nostra prossima strategia vaccinale e lo dico con estremo rammarico”.

“Una serie di interventi a cascata partiti in Europa possono aver fatto un danno importante di immagine, mi auguro che possa essere superato ma ricordo con orrore il 2014, anno in cui l’aver ritirato un lotto di vaccino antinfluenzale” provocò “un calo del 6% delle vaccinazioni degli ultra65enni” “e questo comportò un bel po’ di decessi in più”.

“Determinate lezioni credo vadano imparate quando si decide per un principio di precazione non basato su dati reali, poi non ci si può lamentare – ha concluso Galli – se le conseguenze possono essere nefaste”.

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