Stop alle bocciature? Rossi Doria, meglio i giudizi che i voti

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red – Impazza il dibattito dopo la notizia della riflessione in Francia sull’abolizione dei voti e della bocciatura. L’ultimo intervento di un personaggio illustre lo segnaliamo giorno 26 giugno sul quotidiano "La Stampa". A scrivere l’ex Sottosegretario all’istruzione Marco Rossi Doria.

red – Impazza il dibattito dopo la notizia della riflessione in Francia sull’abolizione dei voti e della bocciatura. L’ultimo intervento di un personaggio illustre lo segnaliamo giorno 26 giugno sul quotidiano "La Stampa". A scrivere l’ex Sottosegretario all’istruzione Marco Rossi Doria.

A cosa serve il voto? Serve a dire cosa l’alunno ha imparato e cosa no, che livello di competenza ha raggiunto e se non è sufficiente si chiede di ripercorrere l’iter dell’anno in corso.

Quanto boccia l’Italia? Secondo le stime degli ultimi dati divulgati: lo 0,2% alla primaria, il 4,3% alle medie e l’11,8 alle superiori.

E’ un bene? Secondo alcune correnti pedagogiche no, quindi?

La proposta dell’ex Sottosegretario è di "strutturare il sistema di conoscenze e competenze richieste per livelli, raggiungibili a scuola o anche dopo la fine della scuola senza per forrza bocciare. Il tutto accompagnato da una rigorosa certificazione delle effettive competenze". Addio, quindi, alla bocciatura.

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