Stop all’abuso del precariato nella scuola: udienza della Corte di Giustizia Europea il 27 marzo 2014

di Lalla
ipsef

red – Si annuncia come una sentenza storica quella che potrebbe scaturire dall’udienza del 27 marzo presso la Corte di Giustizia Europea. In discussione la reiterazione dei contratti a tempo determinato oltre il termine massimo dei 36 mesi di servizio, fissato dalla direttiva europea n. 70/1999. Il commento del sindacato Anief .

red – Si annuncia come una sentenza storica quella che potrebbe scaturire dall’udienza del 27 marzo presso la Corte di Giustizia Europea. In discussione la reiterazione dei contratti a tempo determinato oltre il termine massimo dei 36 mesi di servizio, fissato dalla direttiva europea n. 70/1999. Il commento del sindacato Anief .

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A sostegno della tesi, la Commissione Europea proprio nei giorni scorsi ha reputato pertinente la denuncia sulla mancata adozione della direttiva 1999/70/CE del Consiglio del 28 giugno 1999 relativa all’accordo quadro CES, UNICE e CEEP sul lavoro a tempo determinato. Una direttiva che, vale la pena ricordarlo, prevede che scatti l’assunzione a titolo definitivo per tutti quei dipendenti che hanno svolto almeno 36 mesi di servizio anche non continuativo.

La Commissione europea si è così espressa " In tali circostanze, non sembra si possa ritenere che la legislazione italiana sul reclutamento del personale docente e ATA a termine contenga criteri obiettivi e trasparenti al fine di verificare, in concreto, se il rinnovo dei contratti in questione risponda effettivamente ad un’esigenza reale, sia atta a raggiungere lo scopo perseguito ".

Quindi, "il ricorso a contratti a termine successivi per la copertura di vacanze in organico che tale legislazione consente non può pertanto considerarsi giustificato da ragioni obiettive come previsto dalla clausola 5, punto 1, lett. a), dell’accordo quadro ".

La sentenza non sarà immediatamente nota, ma è certo che se dovesse essere positiva – come ci si augura – questa provocherebbe un "terremoto" in Italia.

Il sindacato Anief, che per primo avanzò nel 2010 la considerazione di considerare illegittima l’assunzione reiterata nel tempo su posti vacanti e disponibili fino al 30 giugno o al 31 agosto di ogni anno scolastico così commenta  "Riteniamo  che in caso di sentenza positiva della Corte comunitaria, le immissioni in ruolo dei ricorrenti italiani possano ritenersi più che fondate. C’è da dire, tra l’altro, che di recente la Ragioneria generale dello Stato ha ravvisato che il mantenimento di una mole così alta di precari nella scuola comporta un aggravio annuale all’erario di circa 350 milioni di euro. Che senso ha continuare a mantenere queste persone in stato di precarietà?" Leggi il comunicato 

Abbiamo parlato dei possibili scenari anche con l’Avv. Walter Miceli che segue le cause presentate dal sindacato Anief, di fare chiarezza sui punti più delicati e di spiegarci esattamente i passaggi che dovranno essere compiuti prima che un’eventuale sentenza favorevole possa tradursi nei tanto agognati contratti a tempo indeterminato.

Stabilizzazione precari. In caso di sentenza europea favorevole nessun automatismo, dovrà passare tutto dai giudici del lavoro

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