Stop alla pensione anticipata, se il docente fa da tutor a fine carriera

di redazione
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L’Ufficio parlamentare di Bilancio ha pubblicato il Focus sui requisiti ridotti di pensionamento per i lavori particolarmente faticosi e pesanti e le novità introdotte dalla legge di bilancio 2018.

L’UPB richiama l’attenzione sul fatto che tra qualche anno saranno tantissimi i soggetti che avranno i requisiti per il pensionamento: da poco meno di 15.000 soggetti nel 2019 a 20.900 nel 2027 – con un costo per le finanze pubbliche crescente da 100 milioni di euro del 2019 a 176,4 milioni del 2023 e poi in progressiva riduzione sino a 166,2 milioni nel 2027. Considerando anche le norme del D.Lgs. 67/2011 e della legge di bilancio per il 2017, potranno accedere alla pensione con requisiti ridotti un numero di lavoratori che va da poco più di 51.000 nel 2019 a 62.800 nel 2027.

Cambio di mansione

L’ufficio analizza la possibilità di un cambiamento di mansione a fine carriera, invece che la prospettiva di andare in pensione anticipatamente, come accade nel caso dei quindici lavori usuranti. Occorrerebbe trovare una maggiore flessibilità e concedere ai lavoratori più anziani di trovare, tra le funzioni più “leggere”, una posizione specifica per la trasmissione delle conoscenze e delle esperienze ai più giovani, in pratica potrebbero svolgere la mansione di “docente senior” come tutor degli insegnanti alle prime armi.

Pensione anticipata solo per i casi più urgenti

Questa soluzione limiterebbe l’uso di deroghe ed esenzioni al pensionamento permettendo di concentrare gli sforzi sui casi più rilevanti e urgenti.

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