“Stop ai compiti a casa, avvelenano la vita familiare”. In Germania scoppia la polemica

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La polemica sui compiti a casa colpisce non solo l’Italia: in Germania è scontro ideologico per tentare di abolirli, con tanto di dibattito fra le forze politiche.

A portare il tema al centro del dibattito è stata a leader della Linke, Janine Wissler, che ha detto: “lo stress quotidiano da compiti a casa avvelena la vita famigliare, produce conflitti, pressioni, lacrime, alimenta aggressioni”, scrive l’esponente della sinistra tedesca, in base a quanto si legge su La Repubblica.

Infatti, la pressione ricadrebbe sui genitori che lavorano e sui single che tirano su i figli da soli. I compiti, per l’esponente politica, andrebbero limitati a casi eccezionali (per preparare compiti in classe o esami o leggere libri per le lezioni di lingua). “Ma i compiti in classe quotidiani”, argomenta, “vanno aboliti”.

Il ministro della Cultura Michael Piazolo (Freie Wähler) della Baviera è contrario all’abolizione dei compiti in classe. “Ammetto: anche io non sono sempre stato felice di dovermi sedere alla scrivania nel pomeriggio per fare i compiti in matematica o imparare i vocaboli. Ma ho anche capito che i compiti aiutano nell’apprendimento”.

Contrari i conservatori: Ripetere e approfondire ciò che si impara a scuola “è importante perché quelle cose restino nella memoria”.

L’associazione insegnanti Heinz-Peter Meidinger è si dice fermamente convinto sostenitore dei compiti a casa: “ci sono tonnellate di studi sugli effetti positivi dei compiti e degli esercizi a casa”. Casomai si può distinguere tra la scuola a tempo pieno, “dove si può rinunciare compiti o integrarli nei programmi. Ma mai nella scuola a tempo parziale”. 

Invece i sindacati di categoria, ritengono che “i compiti a casa sono socialmente iniqui, ingiusti e cementano la dipendenza sociale dai risultati scolastici”. 

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