Stop a smartphone, sigarette e riposini pomeridiani: fino a Pasqua fioretto per 300 studenti

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Niente smartphone, sigarette e sesso usa e getta. Si tratta di alcune rinunce che varranno come fioretto di Pasqua di 300 studenti dell’istituto Hensemberger di Monza.

A spiegarlo al giornale Il Cittadino è il professore di religione cattolica, che ha organizzato l’iniziativa coinvolgendo anche i genitori.

Ben diciotto classi hanno raccolto la mia proposta che è partita da un esempio molto semplice e da alcuni aneddoti che ho raccontato loro“, spiega l’insegnante. “Questo li ha incuriositi, spinti a mettersi in discussione e cercare qualcosa di personale su cui lavorare per capire a cosa potessero rinunciare. Sono emerse le idee più variegate dal non fumare ad alcuni aspetti legati alla sessualità “usa e getta” (che li ha portati a rivedere il concetto di relazione e soprattutto di amore) per poi passare all’obbedienza dei genitori, sino all’uso del cellulare. Qualcuno ha imparato a non fare più il riposino pomeridiano riscoprendo il tempo per studiare, migliorando i profitti scolastici.”

Per avere la controprova -prosegue il docente – capita che durante la lezione chieda ai ragazzi come sta andando e per essere certo faccio chiamare la mamma in diretta. Così in vivavoce chiedo se tutto procede e, nel 99,9% delle volte la risposta è positiva anzi alcuni chiedono di continuare ancora perché vedono gli effetti positivi di questa proposta. Mi sono reso conto del loro cambiamento, li osservo e vedo che ci tengono davvero, notano i miglioramenti, dalle sorelle che non litigano più o se capita si chiedono scusa, al ragazzo che ha smesso di fumare o chi ha migliorato il rendimento. Il gruppo, la condivisione il lavorare insieme, il sentirsi parte di una squadra è la chiave del successo di quest’idea.”

Soddisfatta anche la preside dell’istituto: “Una proposta che ha una grande valenza educativa  e che ha trovato larghi consensi tra i ragazzi e anche fra i docenti“.

La partecipazione di gruppo è la chiave di volta, lo stimolo che porta i ragazzi a tener fede all’impegno preso, il fatto di condividere tutti uno stesso progetto li spinge a migliorarsi anche perché, ognuno pian piano, vede i frutti delle rinunce“, conclude la dirigente scolastica.

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