Stop a docenti oberati dalla burocrazia, garantire stipendi dignitosi e rivedere gli organi collegiali: le proposte della Gilda degli insegnanti [INTERVISTA]

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Chiudere il contratto, sburocratizzare il lavoro dei docenti e restituire alla scuola quell’identità che le è propria, perché assegnatale dalla Costituzione, di istituzione della Repubblica dedita alla trasmissione del sapere e alla formazione degli studenti.

Sono i tre temi di politica scolastica che la Gilda degli Insegnanti indica come prioritari nell’agenda degli interventi del prossimo governo.

A spiegare ad Orizzonte Scuola le proposte del sindacato il coordinatore nazionale Rino Di Meglio.

 

La trattativa all’Aran per il rinnovo contrattuale è iniziata. Ma sarà il prossimo Governo che dovrà chiuderla. Gli obiettivi da perseguire?

Prima di tutto bisogna arrivare al rinnovo del contratto in tempi rapidi per garantire aumenti di stipendio dignitosi ai docenti e colmare almeno il divario retributivo con gli altri dipendenti del pubblico impiego. Con un’inflazione galoppante che ormai in un solo anno ha superato l’8%, non è possibile accettare un incremento del 4,2% per un triennio contrattuale tra l’altro già scaduto e senza aver stanziato ancora nulla per quello che sta per iniziare.

Da sempre ha posto l’attenzione sull’eccessivo carico di lavoro burocratico per gli insegnanti. Quindi è un altro punto da affrontare per il prossimo esecutivo?

Esatto, è un altro fronte caldo. Il futuro Governo dovrebbe impegnarsi urgentemente per sburocratizzare il lavoro degli insegnanti, sempre più oberati da incombenze di carattere impiegatizio che sottraggono tempo alla didattica e al rapporto con gli alunni. Come ha dimostrato anche una ricerca dell’Osservatorio sui Conti Pubblici Italiani, gli insegnanti nel nostro Paese lavorano in media 36 ore settimanali, lavorano il doppio rispetto alle ore di insegnamento previste dal contratto. E si tratta principalmente di attività burocratiche.

Quale altro aspetto bisogna prendere in forte considerazione?

La deriva aziendalista che sta assumendo sempre di più il sistema di istruzione italiano rappresenta per la Gilda un altro punto fondamentale. La scuola deve tornare a rivestire il ruolo e la funzione sanciti dalla Costituzione. Occorre, dunque, rivedere il sistema dell’autonomia delle scuole introdotto con la legge numero 59 del 1997 in una visione non aziendalista delle istituzioni scolastiche. In quest’ottica, urge la revisione degli organi collegiali per definire con chiarezza la divisione tra le competenze amministrative e quelle inerenti alla didattica.

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