Stop a classi pollaio e lezione frontale. Organi collegiali possono continuare online: una ricerca mette in risalto le richieste di docenti e dirigenti scolastici

Stampa

Ritorno alla didattica in presenza; la disponibilità di spazi più ampi all’interno e all’esterno degli edifici; ambienti di apprendimento innovativi; la riduzione del numero di alunni per classe; il mantenimento delle riunioni collegiali da remoto; l’ottimizzazione dei tempi della scuola; una maggiore attenzione alle attività amministrative e gestionali. E stop alla lezione frontale. Sono alcuni dei punti messi in risalto dall’indagine “La scuola che verrà’”, promossa nel 2020 dall’Istituto di Ricerche sulla Popolazione e le Politiche Sociali del Cnr in collaborazione con l’Associazione Nazionale Dirigenti Scolastici (Andis) e la rete “Piccole Scuole” dell’Indire.

La ricerca si è svolta su un campione di docenti e dirigenti scolastici a cui è stato chiesto di riflettere sulla didattica sviluppata nella prima fase di pandemia, a partire dalle seguenti domande:

1) Quale attività che è stata sospesa vorresti che non fosse più ripresa?
2) Quale attività che è stata sospesa potrebbe iniziare come prima?
3) Quale attività che è stata sospesa vorresti che fosse ulteriormente sviluppata alla ripresa?
4) Quale attività che è stata sospesa dovrebbe essere completamente reinventata?

Sul fronte delle metodologie didattiche si indicano alcune innovazioni attese come l’abbandono della lezione frontale; il lavoro per piccoli gruppi; il ricorso a didattiche attive, esperienziali (laboratoriali, artistiche, musicali, apprendimento cooperativo, peer tutoring, attività all’aperto, educazione fisica); l’integrazione delle tecnologie digitali nella didattica ordinaria; la ricerca di nuove relazioni tra le discipline e le aree di insegnamento.

Per quanto concerne le pratiche valutative, docenti e Dirigenti Scolastici sono d’accordo nel chiedere il superamento della valutazione sommativa e il ricorso a pratiche capaci di accrescere l’autostima e il senso di autoefficacia degli alunni.  

L’emergenza sanitaria ha imposto al mondo della scuola di misurarsi con le tecnologie digitali“, spiega Paolino Marotta, presidente di ANDIS.

Docenti e dirigenti hanno scommesso sulla possibilità di riuscire a stabilire con alunni e studenti una modalità di comunicazione da remoto. Avevamo chiaro già allora che si trattava di un cambiamento difficile e faticoso per tutti ed oggi, dopo oltre un anno di lavoro oggettivamente stressante, siamo in grado di indicare  all’Amministrazione e al decisore politico le innovazioni che il mondo della scuola si attende, nella speranza che nell’era post-Covid non si torni più alla scuola di prima“, conclude Marotta.

Stampa

Corso di perfezionamento in Metodologia CLIL: acquisisci i 60 CFU con Mnemosine, Ente accreditato Miur