Stipendio docenti, evitato (forse) il taglio per il 2019

di redazione
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Confermato a parole l’elemento perequativo anche per il 2019 che impedirà agli stipendi degli insegnanti la decurtazione.

L’elemento perequativo previsto nel contratto collettivo in scadenza alla fine di quest’anno ha consentito l’aumento di 80, 85 euro degli stipendi più bassi. Una rassicurazione era arrivata già un paio di giorni fa dal ministro Bussetti e dal vicepresidente del Consiglio, Di Maio.

Il contratto in vigore è però stato sempre definito un contratto ponte, perché nelle intenzioni dei sindacati c’era anche quella di andare verso una nuova stagione contrattuale a partire – appunto – dal 2019 con una revisione sostanziale degli stipendi. 

L’elemento perequativo riguarda tutto il settore del pubblico impiego e a conti fatti servirebbero circa 800 milioni di euro di cui 300 solo per la scuola.

Per coprire tali spese, il Governo aveva pensato di attingere alle risorse accumulate dai tagli che, nel caso dell’Istruzione, avrebbero riguardato (per esempio) la revisione dell’alternanza scuola-lavoro, la carta del docente, il bonus merito.

Quest’impostazione sarebbe però tramontata e superata dal reperimento di nuove risorse economiche previste nella legge di Bilancio in grado di consentire non solo il mantenimento del livello di stipendio, ma addirittura di aumentarlo.

Tuttavia, il decreto fiscale è ancora in fase di elaborazione. Lunedì è previsto un Consiglio dei ministri su questo argomento che sarà preceduto da un vertice di Governo. Fino a che non sarà stato messo nero su bianco il testo della manovra finanziaria, l’uso del condizionale è d’obbligo.

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