Stipendio: tanti insegnanti e ATA con contratto Covid non sono stati ancora pagati. Prossima emissione a gennaio

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Insegnanti e personale ATA assunti con contratto Covid: in molti casi il contratto è  “buono” perché la scadenza è l’ultimo giorno di lezione, ma le segnalazioni sui mancati pagamenti sono ancora numerose. Una situazione che purtroppo si ripete ogni anno e che, in un tempo di crisi come questo, è poco simpatica. 

I mesi di ottobre e novembre sono trascorsi senza alcun pagamento. La prima retribuzione, per un buon numero di personale interessato, è avvenuta il 2 dicembre.

Il 23 dicembre la seconda. Ma a quanto pare  – come già anticipato dal sindacato FLCGIL – non si è riusciti a coprire il 100% dei contratti.

Lo stipendio e la tredicesima per molti di questi supplenti, arriveranno a gennaio.

Per i ratei autorizzati successivamente all’11 dicembre infatti  i relativi cedolini saranno liquidati agli aventi diritto nel corso del 2021.

Pagamento supplenti Covid-19, la Flc Cgil scrive ad Azzolina per chiedere immediato intervento

“Si tratta del mancato pagamento degli stipendi a parte del personale supplente aggiuntivo assunto per il contrasto alla pandemia da COVID-19.

Benché una quota elevata dei componenti di tale personale abbia ricevuto nei termini dovuti la remunerazione spettante, per un numero non trascurabile di essi, come ci viene segnalato dai territori, ciò non è avvenuto.

Qualunque sia il motivo di ciò – aver clamorosamente sbagliato l’iniziale tabella stipendiale allegata al decreto di ripartizione, aver stanziato le risorse non corrispondenti al numero di posti, averle distribuite in maniera non esatta alle singole direzioni, aver impostato l’accreditamento non sull’intera durata del rapporto di lavoro (termine delle lezioni) – rimane un fatto inaccettabile che, anche per la solita manovra di contabilità generale di sottrarre a dicembre ogni risorsa alle scuole, il personale non venga retribuito per tempo, e in tempo di crisi come l’attuale, per il lavoro da esso svolto. Tale trattamento non è rispettoso non solo del valore del lavoro, ma soprattutto della dignità delle persone.”

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