Stipendio supplenti, Pacifico (Anief): indennità di incarico dopo 24 mesi di contratto da precario

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Precari, quelli italiani trattati peggio al mondo. Pacifico (Anief): 20 anni con stipendio fermo e il primo scatto 9 anni dopo il ruolo, diamogli un’indennità d’incarico. 

Quando si parla di precariato c’è poco da ridere. Perché la loro situazione nella scuola italiana è la peggiore al mondo: si inizia a lavorare a 30 anni, si fanno supplenze per 20 anni con lo stesso stipendio, che non copre neanche l’inflazione e non riguarda gli scatti di anzianità, poi si cerca di fare carriera, ma prima di 9 anni non si può chiedere il primo aumento stipendiale e, in seguito, nella ricostruzione di carriera non è riconosciuto almeno un terzo del servizio prestato. A dirlo, intervistato dall’agenzia Teleborsa, è Marcello Pacifico, presidente nazionale Anief: il sindacalista ritiene che “il danno della piaga della precarietà debba andare rimosso” dal punto di vista politico, legislativo e pure contrattuale.

La supplentite sta dilagando: senza provvedimenti validi, a settembre si toccherà il record delle 250 mila supplenze annuali. Marcello Pacifico, sindacalista autonomo a capo dell’Anief, sostiene che i tempi sono oramai più che maturi per “fare riconoscere un’indennità d’incarico, per chi ha avuto più di 24 mesi di contratto come precario. È la stessa indennità che prevede la Cassazione: Anief si è sempre distinta per avere portato tutte le questioni dei precari in tribunale ed oggi le dobbiamo portare ai tavoli contrattuali”, ha spiegato Pacifico.

“La scommessa sul valore degli insegnanti è importante”, ha continuato il sindacalista, e per questo “l’indennità di incarico deve essere riconosciuta: lo stiamo dicendo nelle assemblee, dove ci sono stati più di 30 mila partecipanti, e questo è un segnale che ancora una tra gli insegnanti qualcosa si muove. La coscienza di recuperare dignità di una professione che è importante per la ripresa del Paese”.”Siamo convinti – ha incalzato il leader dell’Anief – che se si rimuovono tutti quegli ostacoli affinché venga finalmente assegnato un posto di ruolo da parte dello Stato, ciò porterà a una rivisitazione della nostra scuola”, che non sarà più, come avviene oggi, caratterizzata “della supplentite, ma all’insegna di posti assegnati in organico di fatto e trasferiti in organico di diritto per l’ordinario funzionamento”, ha concluso Pacifico.

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