Stipendio supplenti, emissione mese di giugno non riguarderà tutti. Anief ricorre in tribunale

di redazione
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Comunicato Anief – Non si sblocca la questione dei mancati pagamenti del personale precario della scuola impegnato nella sostituzione di colleghi di ruolo per brevi o lunghi periodi: oggi il portale ministeriale “NoiPA” ha comunicato le date delle emissioni previste per il mese di giugno 2018, confermando che per lunedì prossimo, 18 giugno, si effettuerà l’emissione speciale per i compensi per il personale scolastico. Tuttavia, scrive Orizzonte Scuola, la procedura di pagamento “riguarderà, come al solito, esclusivamente i contratti che a tale data saranno stati autorizzati dalle segreterie scolastiche e per i quali il sistema della Ragioneria generale dello Stato abbia verificato la disponibilità di fondi sui relativi capitoli di spesa”. Pertanto, molti dei supplenti rimarranno ancora una volta a bocca asciutta: considerando che per diversi l’attesa perdura da diversi mesi, si tratta di un ritardo non più accettabile.

Quello che fa più rabbia è che stiamo assistendo a delle lungaggini che la legge non contempla più. Si ricorda, infatti, che il DPCM del 31 agosto 2016, in attuazione del DL 42/2016 convertito in legge 89/2016, proprio per evitare il mancato pagamento mensile delle spettanze al personale a tempo determinato con incarichi di supplenza breve, ha stabilito che questo debba avvenire entro 30 giorni dalla supplenza svolta. A tal proposito, sempre stamani, la rivista specializzata riporta la notizia del “decreto di accoglimento da parte del Tribunale Di Roma – Sez. Lavoro, per gli stipendi non pagati ad un docente con supplenza breve all’8 giugno, ritenendo fondata la domanda anche per il solo mese di ritardo.

Il giudice non ha potuto non rilevare che la Costituzione Italiana ai sensi dell’art. 36 co. 1 sancisce che “il lavoratore ha diritto ad una retribuzione proporzionata alla quantità e qualità del suo lavoro e in ogni caso sufficiente ad assicurare a sé e alla famiglia un’esistenza libera e dignitosa”. Pertanto la retribuzione rappresenta sempre la controprestazione ad una prestazione lavorativa, anche quando essa venga svolta a tempo determinato. Tale principio deve essere sempre rispettato senza discriminazioni tra docenti di ruolo o con contratto al termine delle attività didattiche (30 giugno) e i docenti con supplenza breve.

I motivi del mancato pagamento possono essere svariati: spesso sono legati al fatto che l’istituto scolastico dove il precario presta servizio non ha registrato i contratti di supplenza oppure non sono stati accreditati fondi sufficienti per il loro pagamento; altre volte, la Ragioneria Territoriale dello Stato può avere ricevuto la richiesta di accreditamento dei compensi, ma non può darne seguito per la mancanza di fondi, poiché a sua volta l’amministrazione centrale, collegata al Mef, non ha provveduto ad attribuirli. Comunque sia, il sindacato Anief su questo problema non sta a guardare. In caso di mancato pagamento delle supplenze brevi, infatti, invita i precari della scuola a ricorrere alla diffida o alla messa in mora, puntando a percepire gli stipendi in tempi brevi e con relativi interessi maturati.

“Stiamo del resto parlando di supplenti – ricorda Marcello Pacifico, presidente nazionale Anief e segretario confederale Cisal – che molto spesso sono costretti a spostarsi di centinaia di chilometri dal loro luogo di residenza per raggiungere la scuola di servizio: anticipano, per lavorare, spese vive per i viaggi, il pernotto, sottoscrivono affitti e si sobbarcano spese aggiuntive non indifferenti. Approfittarsi del loro stato di precarietà rappresenta, quindi, un atto particolarmente grave, che si riflette sulla loro dignità di persone e sulle loro necessità pratiche di coprire le tante spese che debbono affrontare per raggiungere la sede scolastica”.

Anief, pertanto, invita tutto il personale che nei prossimi giorni continuerà a non ricevere lo stipendio a presentare una diffida alla Ragioneria territoriale delle Stato – nella provincia di competenza – chiedendo l’immediato accredito dello stipendio. Clicca qui per scaricare il modello necessario per presentare la diffida in caso di mancato pagamento dello stipendio. Il sindacato ricorda che superato il termine di 48 ore, dalla presentazione della messa in mora, verranno coinvolte le competenti sedi giudiziarie presentando richiesta di decreto ingiuntivo: in tutti questi casi scrivere a [email protected]

13 giugno 2018

Ufficio Stampa Anief

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