Stipendio, secondo te quanto dovrebbero guadagnare i docenti?

di redazione
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Il dibattito sull’adeguatezza dello stipendio degli insegnanti dura da sempre. La discussione riguarda il rapporto economico rispetto all’impegno professionale.

E’ opinione tanto diffusa quanto infondata nell’immaginario collettivo che l’insegnante lavori poche ore a settimana, faccia tre mesi di ferie in aggiunta alle festività natalizie e pasquali a fronte di uno stipendio dignitoso.

Ecco qual è invece la realtà raccontata dai protagonisti.

Professioni a raffronto

Trovo per esempio che ci sia troppa sproporzione tra il nostro e lo stipendio di un medico generico “della mutua”, che guadagna anche 4-5000 euro al mese a fonte di un orario di lavoro non certo impossibile e di una formazione altrettanto lunga“.

Pubblico contro privato

Sono un docente – scrive un altro prof – in prima fascia stipendiale 0-9 anni e, considerando bonus 80 euro, detrazioni e assegni familiari, ho uno stipendio mensile di circa € 1.600. In passato ho lavorato molti anni nel settore privato e la cosa che più mi deprime del sistema retributivo del dipendente pubblico è la rigidità del salario: leggere mese dopo mese quella busta paga sempre uguale e sapere che sarà così fino al nono anno di anzianità di servizio ammazza la mia buona volontà e la mia produttività“.

Il lavoro non misurabile scientificamente

“Si dovrebbe tenere conto del numero di ore in classe e del numero di classi che si hanno: è questo che fa la differenza e rende il lavoro usurante”.

Ma che dire delle differenze a livello regionale?

“Sono a favore delle gabbie salariali – è il parere di un altro prof, secondo il quale – uno stipendio “medio” potrebbe essere ricco in un paesino del sud e totalmente ridicolo in una grande città del nord come Milano”.

E allora come si fa a capire qual è un importo giusto? 

Per valutare la bontà di uno stipendio si dovrebbero mettere sul piatto molte cose. Spannometricamente penso che una paga giusta dovrebbe aggirarsi su poco più di 2000 euro mensili. Però, nel momento in cui la paga raggiungesse tali livelli, richiederei l’assoluta incompatibilità dell’insegnamento con la libera professione ed una forte restrizione alla possibilità di impartire lezioni private… se la paga è onesta, a mio avviso, l’insegnante deve fare l’insegnante, ovvero dedicare alla scuola il 100% delle sue risorse. Se la paga è indecente, invece, è giusto che sia concesso al docente di trovarsi un modo per integrarla“.

Il solito problema dei conti pubblici

L’aumento retributivo, seppur condiviso e (ovviamente) gradito potrebbe porre problemi di sostenibilità economico. O almeno questo è quanto evidenziato da un altro docente che fa notare: “Gli insegnanti sono moltissimi e l’accesso alla professione è troppo facile . Questi due elementi combinati rendono impossibile un aumento sostanzioso della retribuzione“.

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