Stipendio prof e aumento orario di lavoro, quali professionalità? Sarà centrale il Fondo d’Istituto

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red – Quali saranno i compiti e le competenze richieste ai docenti per poter ricoprire altre funzioni oltre quella dell’insegnamento? Proviamo a fare qualche ipotesi, sulla scorta degli indizi disseminati in questi mesi da chi si occupa della questione.

red – Quali saranno i compiti e le competenze richieste ai docenti per poter ricoprire altre funzioni oltre quella dell’insegnamento? Proviamo a fare qualche ipotesi, sulla scorta degli indizi disseminati in questi mesi da chi si occupa della questione.

L’obiettivo è che le scuole si aprano al territorio, che restino aperte oltre il pomeriggio e magari in estate e che potenzino i servizi per gli studenti e per il territorio. Chi dovrà occuparsene? Il personale della scuola, a partire dai docenti ai quali si chiederà la disponibilità di lavorare oltre le 18 ore canoniche, magari con una formula 18+6 per svolgere funzioni in supporto alla didattica.

In cosa si concretizzerà tutto ciò? Quali potrebbero essere le mansioni e le competenze richieste ai docenti?

Mansioni e competenze che si legheranno, ovviamente, alla formazione e all’acquisizione di titoli.

Coordinamento didattico

Il Ministro Giannini ha più volte affermato che si premieranno quei docenti che assumeranno incarichi di coordinamento tra i colleghi. Quindi dipartimenti, consigli di classe o interclasse, nonché gruppi di lavoro vari e progetto. Nulla di nuovo, in realtà, ma evidentemente c’è qualcosa nella mete dei nostri legislatori, che potrebbe coincidere con un aumento di responsabilità e di lavoro da svolgere, cui dovrà coincidere una adeguata retribuzione.

Funzioni strumentali

La collaborazione con il Dirigente resterà centrale, con le funzioni strumentali che avranno un ruolo più importante nella gestione delle attività per il potenziamneto dell’offerta formativa e il dialogo con il territorio. Figure alle quali, probabilmente si chiederà una sempre maggiore specializzazione e formazione, al fine di rendere sempre più professionalizzata la copertura di tali posizioni.

Orientamento

L’idea del potenziamento dell’orientamento scolastico non è della Giannini, ma uno dei punti del Decreto istruzione voluto da Letta e Carrozza. Si tratta di un processo che punta al coinvolgimento di tutto il corpo docente, ma che potrebbe prevedere l’utilizzo di personale appositamente formato e specializzato.

Scuola 2.0

In una scuola che punterà sempre più ad una dematerializzazione della didattica, diventano centrali le figure in grado di gestire le risorse necessarie per una scuola sempre più 2.0.

Valutazione e autovalutazione

Altro argomento centrale. Figure stretegiche saranno quelle addette alla valutazione delle scuole e che gestiranno tutto il processo che va dall’analisi e confronto dei dati sia a livello di scuola che nazionale ed internazionale. Sistema di valutazione che, ricordiamo, prenderà (almeno secondo le dichiarazioni politiche) avvio a partire da settembre 2014, con l’introduzione del sistema di valutazione dell’ex Ministro Profumo.

Rapporti con il territorio

Apertura delle scuole di pomeriggio e d’estate, nonchè l’avvio di una politica scolastica che dialoghi con il territorio sia a livello di singola scuola che di reti di scuole, presuppone personale formato e qualificato, oltre che inserito nel territorio stesso, che sappia avviare un proficuo dialogo.

Diventerà centrale, ad esempio, la figura di tutor interno alla scuola che sappia dialogare con le aziende del territorio per l’avvio proficuo di quell’apprendistato verso cui molto si sta investendo. Formazione che prevede, riprendiamo dal Dl istruzione, dei periodi per i docenti all’interno degli stessi enti ed imprese.

Il fondo d’istituto

Sarà centrale e cardine del cambiamento che si sta prospettando. Ad affermarlo lo stesso Ministro dell’istruzione, Giannini, che già ad avvio mandato aveva annunciato la volontà ri riportare il fondo agli antichi splendori. Il tutto dipenderà dal Ministero dell’economia, oggi alla prese con una richiesta da parte dell’Europa di una manovrina che potrebbe minare il progetto di potenziamento dell’istruzione in Italia. Staremo a vedere.

Altra questione riguarda, chi dovrà gestire tali fondi, se si manterrà o meno la contrattazione con le RSU o si delegherà interamente ai Dirigenti. Ma questa è tutta un’altra storia.

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