Stipendio insegnanti, primo segnale deve essere il recupero dello scatto di anzianità 2013. Lettera

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inviata da Antonella Torri –  Gentile Ministra Azzolina,  il Paese certamente ha problemi più gravi del rinnovo contrattuale continuamente rinviato dei lavoratori della scuola; tuttavia, mi infastidisce leggere le solite leggerezze miste a ignoranza…

Il taglio del cuneo fiscale (che comunque partirà non prima di luglio) non è un aumento dello stipendio ma una misura “compensativa” destinata a tutti i lavoratori con stipendi medio-bassi: basta quindi disporre di un altro piccolo introito e la sommetta prevista scompare!

L’aumento contrattuale invece diventa parte stabile della retribuzione; e Lei sa benissimo, come da decenni si ripete, che lo stipendio dei docenti italiani è a tutt’oggi misero e indignitoso.

Se non sbaglio, Lei si trova al vertice del Ministero dell’istruzione proprio perché il suo predecessore, onorevole Fioramonti, si è dimesso per protesta sull’esiguità delle somme destinate alla scuola dall’attuale governo.

Ma solo adesso alcuni esponenti (perché non lo hanno fatto a dicembre?) esaltano il lavoro degli insegnanti, quanto sono bravi, quanto sono indispensabili alla nostra società ecc. ecc. Tanto fumo (di elogi) e poco arrosto (di soldi realmente messi nelle loro tasche piuttosto vuote).

Vuole almeno dare un segnale positivo sul fronte stipendiale, senza tirare furbescamente in ballo il cuneo fiscale? PROVVEDA AL RECUPERO DEL 2013, anno vergognosamente “scippato” alla ridicola carriera scolastica di tutti noi! Grazie a quel “furto”, il passaggio da un gradone all’altro avviene con un anno di ritardo, e ciò significa una retribuzione inferiore che si protrae nel tempo e si ripercuoterà sulla stessa futura pensione.

Il confronto dei nostri stipendi con quelli degli altri paesi europei, come Lei ben sa, è impietoso; e nonostante i solleciti e i moniti da parte dell’OCSE e di agenzie internazionali ad aumentare decorosamente le nostre remunerazioni, il mondo politico fa orecchie da mercante.

La tragica verità è che i nostri stipendi (praticamente fermi da dieci anni mentre il costo della vita è stato in costante crescita) hanno perso potere d’acquisto e l’intera classe docente ha perso e perde ogni giorno anche dignità e valore sociale.

Del resto le stesse indagini svolte all’interno della pubblica amministrazione affermano che siamo i più poveri, con una laurea che non è riconosciuta in termini economici: insomma costituiamo una sorta di nuovo proletariato intellettuale.

Ecco perché siamo davvero stanchi di chiacchiere e false promesse…Quindi, cara ministra, cerchi almeno di GARANTIRE IL RECUPERO DEL 2013.
Cordiali saluti

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