Stipendio precari. Senza soldi nei POS, le scuole non possono autorizzare i pagamenti

di Giulia Boffa
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La Direzione Generale delle risorse umane e finanziarie del MIUR ha emanato una nota nella quale comunica che l’emissione speciale per il pagamento degli stipendi arretrati dei docenti precari sarà effettuata il 18 gennaio 2017.

In un precedente incontro con i sindacati il MIUR aveva comunicato altre due date, il 9 gennaio e il 24 gennaio, poi la nota di rettifica.

Il problema è molto serio: alcuni precari non vedono soldi dal mese di settembre e non è colpa delle segreterie, come ha puntualizzato la FLC CGIL. Il problema è nel sistema approntato dai due ministeri, MIUR e MEF.

Infatti inutile insistere sul fatto che siano le scuole inadempienti, anche se il lavoro è tanto e il personale scarso: il problema è il portale Sidi, che presenta ancora diversi problemi di connessione, ma soprattutto la ricarica dei POS delle scuole.

Se il ministero non ricarica questo “bancomat virtuale”, i soldi ai precari non possono essere pagati, perché la segreteria non può autorizzare pagamenti se il borsellino di cui dispone è vuoto.

Ed è quello che è successo a molti precari, a cui la segreteria non ha autorizzato i pagamenti di diversi stipendi.

Eppure il MIUR aveva promesso che da quest’anno le cose sarebbero andate meglio, che il sistema sarebbe stato migliorato e che, se ci fossero stati ritardi, avrebbero pagato la falla i dirigenti scolastici. In realtà i problemi persistono. L’USB chiede un incontro urgente per discutere della questione. Intanto i precari si fanno prestare soldi per vivere, anzi per sopravvivere, visto che molti sono anche fuori sede.

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