Stipendio, quanto si potrebbe perdere dal 1° gennaio 2019

di redazione
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Mentre le forze politiche di maggioranza sono impegnate nella realizzazione delle misure presentate nel DEF, sembra essere caduto nell’oblio il cosiddetto elemento perequativo, introdotto per permettere gli aumenti stipendiali del personale della scuola con il nuovo CCNL 2018.

Elemento perequativo

Con il CCNL 2016-18 i dipendenti pubblici hanno ottenuto un incremento stipendiale pari al 3,48%, percentuale questa generalizzata che, di per sé, avrebbe garantito l’aumento di 85 euro medi lordi mensili soltanto a coloro i quali percepiscono stipendi alti.

Considerate le retribuzioni del personale della scuola, l’incremento del 3,48% non era sufficiente (e non lo è tuttora) ad assicurare l’aumento suddetto, ragion per cui è stato introdotto l’elemento perequativo.

Fin qui nessun problema, se non per il fatto che le risorse “mancanti”, ai fini del raggiungimento dell’aumento di 85 euro,  sono state stanziate per il solo 2018.

Legge di Bilancio 2019

Stando a quanto detto sopra, è chiaro che l’elemento perequativo debba essere rifinanziato, nella legge di Bilancio, per non far perdere gli aumenti ottenuti.

Quanto si perde

Gli insegnanti con minor anzianità di servizio, ad esempio, potrebbero perdere, nel 2019, intorno a 20 euro al mese, pari al 25% circa dell’aumento ottenuto nel 2018

Poca cosa, non tale da giustificare allarmismo, afferma qualcuno sui social. Eppure il fatto che un diritto prima concesso viene poi ritirato dovrebbe indurre a riflettere, indipendentemente dall’entità della cifra. Non sarà certo quella somma a incidere sul bilancio di una famiglia, ma qui si sta parlando di un principio, del rispetto di accordi, della considerazione sociale dei lavoratori, della fiducia che i lavoratori possono accordare allo Stato.

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