Stipendio insegnanti, con la valorizzazione professionale la manovra mette 12 euro in più. Con il taglio del cuneo fiscale ‘aumenti’ fino a 100 euro

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La legge di bilancio 2022 entra nel vivo: nei prossimi giorni la commissione bilancio annuncerà quali emendamenti passeranno e quali invece no. Sulla scuola c’è molta attesa. C’è da capire se si riuscirà veramente ad aumentare il fondo di valorizzazione professionale docenti oppure resterà così come previsto dal testo licenziato dal Consiglio dei Ministri.

In verità non ci sono grandi aspettative. C’è tuttavia da considerare il taglio del cuneo fiscale, sui cui il Governo ha promesso interventi.

In seguito all’incontro Draghi-sindacati del 2 dicembre, il governo vorrebbe che il 47% delle risorse destinate al taglio delle tasse in manovra siano per i redditi più bassi. Ai redditi fino a 15mila euro andrà 1,1 miliardi e a quelli da 15mila a 28mila euro 2,2 miliardi.

Dunque alle fasce più basse andranno in totale 3,3 miliardi, quasi la metà dei 7 miliardi disponibili in manovra per il taglio dell’Irpef.

Il falso aumento del taglio delle tasse

Complessivamente, la manovra ha stanziato per il momento circa 8 miliardi per il taglio del cuneo fiscale. Al fine di ridurre la pressione fiscale sui fattori produttivi, con appositi provvedimenti normativi è disposto l’utilizzo di un ammontare di risorse pari a 8 miliardi di euro annui, a decorrere dal 2022. Il taglio dell’imposta sui redditi delle persone fisiche”, si legge sul testo della manovra, che ha ”l’obiettivo di ridurre il cuneo fiscale sul lavoro e le aliquote marginali effettive, da realizzarsi attraverso sia la riduzione di una o più aliquote”.

Inoltre è prevista ”una revisione organica del sistema delle detrazioni per redditi da lavoro dipendente e del trattamento integrativo”.

E dunque, ai fini dell’attuazione della misura le risorse ”sono incrementate di 6 miliardi di euro per l’anno 2022 e 7 miliardi annui a decorrere dall’anno 2023.

Complessivamente, secondo le ultime stime, tale azione andrebbe ad incrementare di circa 100 euro la busta paga dei lavoratori, compresi quelli della scuola.

Ma è proprio qui la questione: si tratterebbe di un risparmio in busta paga. É vero che i lavoratori della scuola potrebbero trovarsi fino a 100 euro in più in busta paga. Ma non ha nulla a che fare con gli aumenti retributivi legati al contratto.

I fondi per il contratto

Su questo punto, infatti, siamo fermi all’incremento lordo di 107 euro. Con gli stanziamenti della manovra, però, occorre detrarre i fondi per pagare l’indennità di vacanza contrattuale (circa 500 milioni), dunque si arriva ai famosi 87-90 euro lordi che sembrano essere la base minima per la trattativa (è inclusa nella cifra che l’elemento perequativo di 11,50 euro).

Con l’articolo 108 della legge di bilancio, dedicato alla valorizzazione professionale, i 210 milioni distribuiti in base alla “dedizione all’insegnamento“, si avrebbe un incremento minimo.

Posto che alla fine tali fondi verranno spostati tutti in contrattazione per un aumento generalizzato per i lavoratori, di concerto con l’ARAN, stiamo parlando di un aumento stipendiale di 12 euro circa.

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