Stipendio insegnanti, aumenti modesti in Italia: per raggiungere il massimo bisogna lavorare 35 anni

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Il Quaderno Eurydice “Insegnanti in Europa: Carriera, sviluppo professionale e benessere“ si focalizza anche sul livello di soddisfazione degli stipendi degli insegnanti.

Partendo dal presupposto che tra le condizioni di lavoro, la retribuzione svolge un ruolo importante nel rendere attrattiva qualsiasi professione.

Le Conclusioni del Consiglio sui docenti e i formatori europei del futuro evidenziano che investire in un’istruzione di qualità significa investire in insegnanti e formatori, e questo include assicurare stipendi adeguati.

Allo stesso modo, la relazione di monitoraggio del settore dell’istruzione e della formazione (“Education and Training Monitor”, Commissione europea, 2019, p. 40) sottolinea che “stipendi competitivi nel settore educativo sono considerati essenziali per aumentare la qualità della forza lavoro degli
insegnanti”.

Nonostante ciò, il quaderno Eurydice evidenzia come gli insegnanti spesso guadagnano meno di altri lavoratori con un’istruzione di pari livello (Commissione europea/EACEA/Eurydice, 2019a).

Il questionario TALIS 2018 ha dato la possibilità agli insegnanti di dichiarare in che misura sono soddisfatti del loro stipendio.

L’analisi delle risposte fornite dagli insegnanti mostra che nel complesso, a livello UE, solo il 37,8% degli insegnanti considera il proprio stipendio soddisfacente o molto soddisfacente, con molti paesi che mostrano percentuali inferiori al 30%.

Inoltre, meno di un insegnante su dieci riferisce di essere soddisfatto del proprio stipendio in Islanda e Portogallo. Al contrario, circa il 70% degli insegnanti in Austria e Belgio (Comunità fiamminga) dichiara di essere soddisfatto o molto soddisfatto del proprio stipendio.

In Italia, oltre alla progressione lenta, l’aumento dello stipendio è relativamente modesto rispetto ad altri paesi e gli insegnanti devono lavorare per 35 anni per raggiungere il massimo dello stipendio, che è circa il 50% in più dello stipendio iniziale.

Questo, si legge sul rapporto, evidenzia che la progressione retributiva non è solo una questione di quanto si guadagna, ma anche di quanto tempo ci vuole per progredire, e i politici potrebbero lavorare sulla struttura retributiva nel suo complesso tenendo conto di entrambe le dimensioni.

QUADERNO EURYDICE

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