Stipendio. Indennità integrativa speciale per ore eccedenti solo dal 2003

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Una ordinanza del 15 ottobre 2014, la n. 21799 della Corte di Cassazione, dà ragione al Ministero dell'istruzione circa la retribuzione dell'integrità speciale nel caso di ore prestate in eccedenza.

Una ordinanza del 15 ottobre 2014, la n. 21799 della Corte di Cassazione, dà ragione al Ministero dell'istruzione circa la retribuzione dell'integrità speciale nel caso di ore prestate in eccedenza.

Il ricorso era stato promosso da un insegnante che aveva prestato ore eccedenti le 18 settimanali obbligatorie dal 1 ottobre 2001 al 31 agosto 2001.

Il ricorrente aveva chiesto al Ministero il calcolo nella retribuzione anche dell'indennità integrativa speciale e il ricalcolo nella tredicesima. Ministero che bocciava la richiesta.

In un primo momento, il ricorrente si era visto assegnare il richiesto con la condanna dell'Amministrazione alla corresponsione delle differenze retributive, rigettando, però, il ricalcolo della tredicesima.

Il MIUR si appellava alla sentenza, dimostrando che l'indennità integrativa speciale era dovuto solo dal primo gennaio 2003, perché incluso nel CCNL del 2003.

Quindi solo dal 1 gennaio 2003 è espressamente previsto, leggiamo nell'ordinanza "il conglobamento dell'indennità integrativa speciale nella voce stipendio tabellare, onde la predetta data del primo gennaio 2003 costituisce il discrimine temporale, fissato dalle parti collettive, per l'inclusione, o meno, dell'indennità in esame nel trattamento retributivo delle ore d'insegnamento eccedenti l'orario d'obbligo."

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