Stipendio, Giannelli (Anp): “No all’anzianità, legare gli aumenti a valutazioni periodiche degli insegnanti”

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“Nel nostro paese c’è un certo deficit di cultura della valutazione, secondo me perché scambiamo la valutazione del lavoro fatto con la valutazione delle persone”. Ne è convinto il presidente dell’Associazione nazionale Presidi, Antonello Giannelli che, intervenendo al live di Orizzonte Scuola, ha affrontato il tema degli aumenti stipendiali dei docenti legati solo all’anzianità.

“Le persone – ha aggiunto Giannelli – non vanno mai valutate, le persone sono quello che sono, hanno la loro dignità e questo è fuori discussione. Invece la valutazione del lavoro è un’altra cosa. Io ritengo che altre persone, competenti e formate appositamente possano dire la loro sul lavoro che faccio, perchè se qualcuno mi dice che ho sbagliato, che non ho fatto qualcosa come dovevo, questo magari mi spinge a migliorarmi”.

Secondo Giannelli, “basarsi soltanto sull’anzianità, esiste soltanto nel mondo della scuola e dell’università, che sono le ultime roccaforti in cui l’aumento stipendiale dipende solo dall’anzianità. È chiaro che un docente più esperto dovrebbe essere anche un docente più valido, più competente, però non è detto che le cose vadano così. Bisognerebbe introdurre delle valutazioni periodiche. Anche qui, il Comitato di valutazione perché non potrebbe occuparsi anche di qualcosa del genere. Lo trovo molto singolare e soprattutto mi sembra una mancanza di fiducia nei confronti di quelle stesse persone che poi operano nel mondo della scuola. Quindi – conclude – veramente dovremmo avere un po’ più di fiducia in noi stessi. Fermo restando che chi sbaglia paga. Chi compie dei favoritismi deve essere punito. Però, per capire se ha commesso dei favoritismi bisogna valutare il suo lavoro. Quindi è un cane si morde la coda. Dobbiamo valutare il lavoro di tutti: dei dirigenti così come quello dei docenti e poi dobbiamo poter dire alla nostra cittadinanza chi ha fatto bene e chi ha fatto male”.

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