Stipendio febbraio, Ancodis: “Se tutti insieme riusciamo a rompere il rassegnato silenzio per l’iniquo trattamento fiscale”

WhatsApp
Telegram

Con soddisfazione Ancodis prende atto che la tempestiva denuncia sulle decurtazioni – certamente attese ma non nella misura che sta venendo fuori! – agli stipendi del mese di febbraio del personale della scuola già visibili sulla piattaforma NoiPA, ha acceso un faro su una criticità che interessa diverse migliaia di lavoratori e lavoratrici, moltissimi dei quali si potrebbero ritrovare con una riduzione stipendiale imprevista, inimmaginabile e assolutamente insostenibile!

Il form che ha consentito di fare questa indagine conoscitiva https://forms.gle/YowNLUS6zNSEcHXX9 è ancora attivo e continuerà a rilevare le dichiarazioni che confermano sostanzialmente:

aumento di almeno 100 euro 3.1%
aumento tra 100 e 300 euro 3%
aumento tra i 300 e i 500 euro 1.6%

ridotto di almeno 100 euro 5.8%
ridotto tra i 100 e i 200 euro 14.2%
ridotto tra i 200 e i 400 euro 30.8%
ridotto tra i 400 e i 800 euro 26.3%
ridotto oltre gli 800 euro 15.1%

Di fronte a questi dati non si può tacere e soprattutto non si può accettare chi vuol fare lezioni sulle finanze dello Stato affermando banalmente che il conguaglio di febbraio c’è sempre stato!

Quanto fatto rilevare da Ancodis deve far riflettere sull’attuale modello a partire da una nuova etica della riscossione del debito, cioè fondato certamente sui principi di lealtà fiscale, di proporzionalità del carico fiscale e della solidarietà sociale!
C’è chi versa allo Stato fino all’ultimo euro di Irpef prima di vedere lo stipendio (e poi vedere se e quanto ne rimane), c’è chi pagherà a posteriori (forse? tutti?) e c’è chi invece fruisce di tassa piatta, di condoni, rateizzazioni, cancellazione di cartelle…!

Uno Stato che sembra voler indurre un docente o un non docente a lavorare soltanto sulla base del servizio ordinario per non rischiare poi – a causa di ore di servizio straordinario, di progetti e di attività aggiuntive già significativamente ridotti negli importi netti – la batosta del conguaglio fiscale, o magari a ricercare forme di lavoro “alternative”!

Dai dati raccolti che non vogliono avere alcuna valenza statistica si rileva che oltre il 40% si trova interessato da una evidente scure fiscale che – se confermata e non rateizzata – taglierebbe in modo assolutamente NON sostenibile gli stipendi consentendo, come si usa dire, di arrivare alla fine di una settimana!

Ed Ancodis non ha taciuto segnalando tempestivamente questo oggettivo rischio per la serenità di moltissime famiglie, chiedendo una ulteriore verifica degli importi dei conguagli, proponendo la possibilità di rateizzare il debito fiscale in 10 mesi così da ridare la necessaria serenità a diverse migliaia di famiglie, invitando le forze politiche e i sindacati a sostenere con determinazione questa richiesta, proponendo infine la revisione del sistema della riscossione del conguaglio fiscale di fine anno.

E accogliamo, dunque, con favore l’attenzione dei media e le prese di posizione di alcuni sindacati che hanno accolto questo grido di allarme e sostenuto la necessità della rateizzazione unitamente alla revisione del sistema di prelevamento.

Che dire? L’azione di un piccolo Davide ha suscitato l’interesse di Golia!

WhatsApp
Telegram

La Dirigenza scolastica, inizio anno scolastico: la guida operativa con tutte le novità 2024/25 con circolari e documenti pronti all’uso