Stipendio docenti: senza nuove regole e nuovi investimenti, aumenti sempre intorno a poche decine di euro

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Libero Tassella SBC  – Sgombriamo il campo da un equivoco. Con il Recovery non si possono finanziare gli incrementi retributivi dei docenti italiani. È un prestito solo in parte a fondo perduto ma finalizzato a ben altro, non può essere usato per i contratti o ad es. per i cosiddetti ammortizzatori sociali.

Questo per SBC lo si può fare solo con due azioni:

1) Con la modifica della norma che parametra gli aumenti contrattuali degli insegnanti all’inflazione programmata, come del resto per tutto il restante Pubblico Impiego, sancendo di fatto l’uscita dei docenti dal Pubblico Impiego e riconoscendo l’atipicita’ della funzione docente non assimilabile a nessun’altra del pubblico impiego cosa che non vogliono i Sindacati confederali e autonomi, ad eccezione tra questi della FGU e tra quelli di base gli Unicobas.

2) Con una o meglio più leggi di bilancio, trovando risorse economiche che riconoscano il ruolo della professione degli insegnanti in Italia come accade nelle altre Nazioni europee, neanche i governi Conte I e II a trazione 5 stelle come i precedenti sono riusciti a fare questo.

Se non si verificano queste due precondizioni necessarie ed indispensabili per la prima ci vuole una volontà politica ma anche sindacale, per la seconda una volontà politica in sede di approvazione di una o più leggi di bilancio, gli stipendi dei docenti italiani non si adegueranno mai e sottolineo mai agli standard europei e gli aumenti medi saranno sempre intorno ai 40/50 euro.

Sic stantibus rebus.

Il resto, credetemi, sono solo chiacchiere e distintivo, dichiarazioni, per ministri pro tempore, sindacalisti, relatori in assemblee sindacali.

Sono queste due semplici cose che in un’ assemblea sindacale, ad esempio, o in un dibattito politico dovete denunciare, allorquando si parlerà di contratto della scuola che credo si potrebbe chiudere nella tarda primavera 2021 anche se per il momento tutto tace.

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