Stipendio docenti, in Italia dopo 35 anni di servizio non si raggiunge nemmeno il doppio del guadagno di inizio carriera

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Gli insegnanti italiani dopo 35 anni di servizio guadagnano poco meno del doppio rispetto allo stipendio di inizio carriera.

E’ quanto emerge dal rapporto di Eurydice sugli stipendi e le indennità degli insegnanti e dei capi di istituto in Europa, Teachers’ and School Heads’ Salaries and Allowances in Europe, 2020/2021, che è stato pubblicato oggi, come di consueto, in occasione della Giornata mondiale degli insegnanti.

Il rapporto di Eurydice mostra, in chiave comparativa europea, la composizione e le differenze di retribuzione degli insegnanti e dei capi di istituto, analizza inoltre le principali variazioni degli stipendi di base degli insegnanti negli ultimi anni, gli stipendi medi effettivi, comprese le indennità e altre retribuzioni aggiuntive, e gli stipendi di base e le indennità dei capi di istituto delle scuole pubbliche prescolari, primarie e secondarie generali in 39 sistemi educativi europei, prendendo come anno di riferimento l’anno scolastico 2020/2021.

Gli stipendi base ad inizio carriera: in Italia gli stipendi della secondaria sono più alti della primaria

Se andiamo ad analizzare un po’ più da vicino i principali risultati del rapporto, emergono, innanzitutto, significative differenze tra i paesi europei negli stipendi di base degli insegnanti all’inizio della loro carriera. Questi possono infatti variare, a seconda del paese, da circa 4.000 € a 92.000 € all’anno.

Gli stipendi possono anche essere espressi in standard di potere d’acquisto (SPA), un’unità monetaria fittizia che, eliminando le differenze dei diversi livelli di prezzo tra i paesi, facilita la comparazione internazionale. Se prendiamo come unità di misura lo SPA, ci sono ancora variazioni significative tra i paesi, ma con un’ampiezza ridotta. Gli stipendi lordi di base iniziali degli insegnanti in Europa possono variare, infatti, da circa 8.000 SPA a 50.000 SPA all’anno (vd tabella sottostante).

In 11 Paesi europei analizzati, tutti gli insegnanti neoassunti hanno lo stesso stipendio di base, indipendentemente dal livello di istruzione in cui insegnano.

Tuttavia, in media, gli insegnanti della scuola primaria tendono a guadagnare meno, mentre gli insegnanti della scuola secondaria superiore generalmente guadagnano di più. Nella maggior parte dei Paesi, le differenze di stipendio tra i vari livelli di istruzione sono pertanto legate alle differenze nei requisiti minimi di qualifica richiesti per diventare insegnante.

L’Italia, da questo punto di vista, risulta una delle poche eccezioni, poiché gli stipendi iniziali di base degli insegnanti del livello secondario sono più alti rispetto a quelli del primario, pur dovendo possedere tutti gli insegnanti una laurea magistrale, come titolo di accesso alla professione.

Aumento stipendi nel corso della carriera

Anche il potenziale di aumento degli stipendi di base nel corso della carriera varia notevolmente. A seconda del Paese, infatti, gli stipendi iniziali possono aumentare durante la carriera di un insegnante dal 16% (in Danimarca e Serbia) al 143% (a Cipro).

Il numero medio di anni necessari per raggiungere il massimo della retribuzione va dai 12 anni in Danimarca ai 42 anni in Ungheria. In Irlanda, Cipro, Paesi Bassi e Polonia, lo stipendio iniziale degli insegnanti può aumentare di oltre il 60% nei primi 15 anni di servizio.

Anche in altri paesi, l’aumento percentuale totale è elevato ma è tuttavia necessaria una lunga anzianità di servizio per raggiungere il massimo della scala retributiva.

In Portogallo, ad esempio, lo stipendio finale è più del doppio di quello iniziale (115,9%) ma gli insegnanti arrivano a percepirlo solo dopo 34 anni di servizio. In Francia, per fare ancora un altro esempio, gli stipendi iniziali aumentano del 72% in 35 anni di servizio.

Ci sono poi paesi, e questo è anche il caso dell’Italia, in cui gli insegnanti hanno bisogno di una significativa anzianità di servizio per raggiungere aumenti di stipendio piuttosto modesti.

Nel nostro paese, infatti, gli stipendi iniziali degli insegnanti possono aumentare di poco meno del 50% solo dopo 35 anni di servizio. Più o meno lo stesso accade in Spagna dove gli insegnanti raggiungono l’aumento massimo del 42% dopo ben 39 anni di servizio.

Lo stipendio legato al PIL

Lo stipendio medio effettivo degli insegnanti è fortemente correlato al prodotto interno lordo (PIL) pro capite di un Paese (ossia più alto è il PIL pro capite, più alto è lo stipendio medio annuo). In due terzi circa dei sistemi educativi analizzati nel rapporto, lo stipendio è superiore al PIL pro capite. È, invece, inferiore al PIL pro capite in sette Paesi: Cechia, Estonia, Irlanda, Ungheria, Romania, Svezia e Norvegia. In altri sette paesi, è inferiore in almeno un livello di istruzione (nella scuola dell’infanzia in Danimarca, Malta, Slovacchia e Finlandia; nella scuola dell’infanzia e nella primaria in Italia e Islanda).

IL RAPPORTO EURYDICE

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