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Stipendio docenti e Ata, come leggere il cedolino: video tutorial con tutte le info utili

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Video tutorial con tutte le info utili per leggere la busta paga del personale scolastico. A cura di Francesco Sciandrone (Uil Scuola) e Andrea Carlino.

ESEMPIO 

Partendo dal campo “Qualifica”, la lettera K sottolineata in rosso serve ad identificare l’appartenenza del dipendente al comparto Scuola.

La seconda lettera serve invece ad identificare la tipologia di contratto di lavoro:

  • KA: personale di ruolo con contratto a tempo indeterminato;
  • KR: personale docente di religione cattolica (KRR docenti di ruolo, KRO docenti non di ruolo);
  • KS: personale non di ruolo con contratto annuale o sino al termine delle attività didattiche;
  • KT: personale non di ruolo con contratto a tempo determinato c.d. “supplente breve”;
  • KX01: personale collaboratore scolastico;
  • KX02: personale collaboratore scolastico dei servizi;
  • KX03: personale assistente amministrativo;
  • KX04: personale coordinatore amministrativo;
  • KX05: personale docente di scuola materna ed elementare;
  • KX06: personale docente di scuola secondaria di II grado (diplomato);
  • KX07: personale docente di scuola secondaria di I grado;
  • KX08: personale docente di scuola secondaria di II grado (laureato);
  • KX09: direttore dei servizi generali e amministrativi.

Stipendio tabellare

La voce “stipendio tabellare” costituisce la voce principale del rateo stipendiale, il cui importo è legato alle tabelle stipendiali vigenti e allegate al CCNL del Comparto scuola/Istruzione.

Le tabelle stipendiali di ciascun profilo professionale, sono divise in fasce a seconda dell’anzianità di servizio maturata dal dipendente. Si riportano di seguito le tabelle aggiornate, senza tenere conto di CIA e indennità di vacanza contrattuale.

Indennità integrativa speciale.

L’indennità integrativa speciale (IIS) è un quantum finanziario corrisposto mensilmente (e anche nella tredicesima) a tutti i profili professionali, avente la finalità di adeguare lo stipendio tabellare all’aumento del costo della vita. Dal 2003 è appunto conglobata nella voce dello stipendio tabellare.

Indennità di vacanza contrattuale

È una voce retributiva che viene erogata dallo Stato nei periodi intercorrenti tra la scadenza di un CCNL di comparto e la sottoscrizione del successivo. È dunque solo un emolumento provvisorio, con finalità di rimpiazzare (anche se in modo insufficiente) gli aumenti contrattuali non ancora in vigore.

Elemento perequativo.

La voce “elemento perequativo”, inserita nel 2017 per dare sostegno economico ai redditi più bassi. Il quantum varia dai 3 ai 19 euro mensili.

Ulteriori voci accessorie.

Possono far parte del cedolino ulteriori voci accessorie al tabellare, tra cui:

  • RPD, retribuzione professionale per il personale docente;
  • CIA, compenso individuale accessorio (per il personale ATA);
  • Indennità di direzione ATA (parte fissa, per il DSGA);
  • Valorizzazione professionale ATA (i c.d. articolo 7 del CCNL 2004-2005 e la sequenza contrattuale art. 62 comma 2-3).

Ex bonus Renzi.

A partire dal 1°gennaio 2022 continueranno a percepire il “bonus renzi” in busta paga esclusivamente i lavoratori con reddito non superiore a € 15.000.

Per i redditi di importo più elevato, e fino al limite di € 28.000, il bonus è invece assorbito dalle nuove detrazioni fiscali in busta paga, secondo certi limiti previsti dalla normativa.

Ritenute

Nella colonna a sinistra del cedolino sono riportate le ritenute previdenziali (INPDAP e fondo credito, le principali) e le ritenute fiscali dell’IRPEF, al netto di eventuali detrazioni.

Possono essere presenti anche eventuali ritenute sindacali, nel caso in cui il lavoratore sia iscritto ad un sindacato e/o associazione sindacale.

Da ultimo è possibile verificare la presenza di eventuali conguagli fiscali e/o previdenziali (come ad esempio alle addizionali regionali e comunali, a debiti fiscali da estinguere, etc).

Aliquote irpef.

Si consideri da ultimo l’aliquota IRPEF applicata in busta paga, alla luce della riforma in vigore a partire dall’1 gennaio 2022:

  • 23% per i redditi fino a € 15.000;
  • 25% per i redditi da € 15.001 a 28.000;
  • 35% per i redditi da € 28.001 a 50.000;
  • 43 per i redditi oltre € 50.000;

Guida del Ministero dell’Economia

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