Stipendio di 87 insegnanti e ATA ridotto ad un euro dopo ricorso

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Ci si potrebbe ridere su se non fosse che un banale errore umano, complice la burocrazia lenta e farraginosa, si sta trasformando in un incubo per un 87 persone, fra docenti e personale Ata, delle scuole della provincia di Pistoia.

Per tre mesi hanno percepito uno stipendio di un solo euro.

Si tratta del personale che aveva vinto anche in Corte d’Appello il ricorso avviato nel 2011 per la reiterazione dei contratti a tempo determinato, cosiddetto “36 mesi” e che quindi ha avuto diritto al risarcimento economico.

I soldi andavano però accreditati considerando la tassazione agevolata. Invece, per un errore umano sono rientrati nella retribuzione complessiva ordinaria, facendo scattare le aliquote più alte delle imposte.

A quel punto, il conguaglio è risultato a danno dei dipendenti e molti di loro hanno dovuto rinunciare anche al bonus degli 80 euro e alle agevolazioni cui avevano diritto.

Anche se il Ministero delle Finanze ha riconosciuto l’errore, non è stato possibile correggerlo in tempi rapidi e molti dipendenti hanno dovuto compiere salti mortali per arrivare a fine mese. Non sono stati pochi i casi in cui si è fatto ricorso a prestiti familiari.

La notizia è rimbalzata subito sui giornali e sono scattate anche le prese di posizione dei sindacati, ma il loro ottimismo nel veder superata la situazione entro il mese di aprile è stato superato dai fatti: gli stipendi dei dipendenti delle scuole vengono elaborati di due mesi in due mesi.

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